In autunno le famiglie italiane potrebbero trovarsi a sostenere oltre 600 euro di costi aggiuntivi tra carburanti, elettricità e gas. È la stima elaborata da Credipass per Il Sole 24 Ore sulla base dei consumi medi di una famiglia italiana e di alcune ipotesi sull’andamento dei prezzi fino alla fine del 2026.
La simulazione guarda in particolare ai mesi autunnali, assumendo per ottobre, novembre e dicembre prezzi sostanzialmente invariati rispetto ai valori osservati a settembre. Vediamo nel dettaglio da dove arriva il conto.
La voce che pesa maggiormente sulla spesa familiare è quella del carburante, con un extracosto stimato in 324 euro nel periodo considerato. La simulazione prende come riferimento un consumo familiare complessivo di 1.000 litri di carburante all’anno, distribuiti tra benzina e gasolio sulla base dei volumi registrati dalla rete nel 2025.
Per arrivare alla stima, Credipass considera l’andamento dei prezzi del carburante da febbraio a dicembre 2026 e calcola la maggiore spesa sostenuta dalla famiglia rispetto al livello di riferimento. Per il periodo da settembre a dicembre viene ipotizzato che i prezzi rimangano invariati rispetto a quelli di settembre. Anche perché, il Governo ha ridimensionato il taglio delle accise e previsto la cancellazione del bollo auto ma solo per il 2027.
Il dato va letto come una simulazione riferita a un profilo familiare medio: chi percorre molti più chilometri o utilizza un’auto con consumi elevati può avere una spesa sensibilmente diversa, così come chi consuma meno carburante.
La seconda voce riguarda l’energia elettrica, per la quale la simulazione stima un extracosto complessivo di 114 euro da febbraio a dicembre 2026. In questo caso il profilo utilizzato è quello di una famiglia con un consumo annuo di 2.187 kWh, corrispondente al profilo ARERA preso a riferimento per l’analisi.
Anche per l’elettricità il calcolo non riguarda semplicemente l’aumento registrato in un singolo mese. Viene considerato l’extracosto cumulato sulla bolletta nel periodo da febbraio a dicembre.
Per gli ultimi tre mesi dell’anno, la simulazione ipotizza valori del PUN, il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, e del PSV utilizzato per il gas, invariati rispetto ai valori parziali di settembre. Per il PUN viene assunto in particolare un valore di 209,0 euro per MWh. Nel calcolo dell’extracosto viene inclusa anche l’IVA pagata dalla famiglia.
Il risultato finale è quindi una maggiore spesa stimata di 114 euro nel periodo considerato, con un peso decisamente inferiore rispetto al carburante ma comunque rilevante nel bilancio familiare.
La terza voce riguarda il gas, con un extracosto stimato in 180 euro tra febbraio e dicembre 2026. Per effettuare il calcolo è stato utilizzato un consumo annuo di 678 Smc per una famiglia media italiana. Il valore deriva dalla stima dei consumi domestici e condominiali complessivi, rapportati al numero delle utenze gas.
Anche in questo caso, per il trimestre ottobre-dicembre viene mantenuta un’ipotesi di prezzi stabili rispetto a settembre. In particolare, per il mercato del gas viene utilizzato il PSV di settembre, pari a 74,13 euro per MWh.
La simulazione traduce quindi l’andamento dei prezzi all’ingrosso in una maggiore spesa cumulata sostenuta dalla famiglia.
Il risultato è un extracosto di 180 euro da febbraio a dicembre. È la seconda voce più pesante dopo il carburante e porta, insieme alla spesa per benzina e gasolio e a quella per l’elettricità, il conto complessivo superiore ai 600 euro.
Sommando le tre componenti della simulazione si arriva a un totale di 618 euro di extracosti:
Il calcolo va però interpretato correttamente: non significa che ogni famiglia spenderà esattamente 618 euro in più durante l’autunno. La cifra è infatti il risultato di una simulazione su un profilo familiare medio, costruita sulla base di determinati consumi e di ipotesi sull’andamento dei prezzi.
Inoltre, il periodo considerato è da febbraio a dicembre 2026, quindi il totale non rappresenta esclusivamente gli aumenti maturati nei tre mesi autunnali. La simulazione Credipass per Il Sole 24 Ore utilizza infatti consumi standardizzati e, soprattutto, formule previsionali per gli ultimi mesi dell’anno. Di conseguenza, il conto finale potrebbe cambiare se i prezzi effettivi di carburanti ed energia dovessero discostarsi dalle ipotesi utilizzate.