Si è svolto questo pomeriggio, presso lo stabilimento Jindal di Piombino, l’incontro tra le organizzazioni sindacali, la sottosegretaria al ministero dello Sviluppo economico, Alessia Morani, e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dopo che gli stessi hanno avuto  lo scorso 3 giugno un confronto con la proprietà.

Nell’incontro di oggi, svolto in preparazione di quello che si terrà al Mise venerdì prossimo, abbiamo prima di tutto denunciato una situazione negativa e pesante, a due anni dall’arrivo di Jindal. Due anni senza investimenti e senza un programma di rilancio che consenta di produrre acciaio attraverso i forni elettrici.

Alla sottosegretaria Morani abbiamo chiesto che da parte del Governo ci sia un impegno concreto e decisivo rispetto al sito di Piombino, anche attraverso le risorse di Cassa depositi e prestiti, a supporto di un piano industriale che Jindal deve presentare come punto di avvio di un reale rilancio industriale.

Per la Fiom è necessario che il Governo e Jindal non perdano più tempo perché questo sito, che coinvolge poco meno di 2.000 dipendenti, rischia davvero di essere perso definitivamente.

Venerdì prossimo, con la presenza anche dell’azienda, verificheremo se ci sarà un cambio di atteggiamento verso l’intenzione di presentare un concreto piano industriale.

Infine, spiace constatare, leggendo tra le pagine di una certa stampa nazionale, la preoccupazione di alcune imprese riguardo il possibile rilancio del sito di Piombino anche attraverso l’impiego di risorse pubbliche. In un momento in cui è prioritario il rilancio industriale del paese, c’è chi spera e lavora affinché vengano persi pezzi importanti dell’industria italiana solo pro domo sua. Per noi questo è inaccettabile e ci impegneremo affinché non accada.

Dichiarazione di Mirco Rota, coordinatore Fiom-Cgil per Jindal

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 10 giugno 2020

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Fonte: fiom-cgil.it