Agli Stati Generali dell’Economia voluti dal Governo Conte, in corso in questi giorni a Roma, nella sede di Villa Doria Pamphili, ieri è stata la volta delle audizioni dei rappresentanti del commercio e dell’artigianato.

Il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha invitato il Governo a varare le riforme necessarie con la massima urgenza, poichè è a rischio la chiusura di circa 270 mila imprese con conseguente perdita di oltre 1 milione di posti di lavoro.

In una lunga intervista concessa al Corriere della Sera in Edicola oggi il Presidente Sangalli, alla domanda su quali debbano essere in questo momento le priorità sul Lavoro ha risposto:

«Ne cito solo alcune: agibilità dei contratti a termine e del lavoro accessorio per favorire una maggiore occupazione ed emersione del sommerso. E no al salario minimo di legge che minerebbe la tenuta della contrattazione collettiva tra le parti sociali maggiormente rappresentative — che va invece valorizzata — ed il welfare contrattuale».

Nella stessa intervista il Presidente di Confcommercio parla anche di “tradurre” il dialogo con le forze istituzionali e sociali nella buona concertazione. In questa dichiarazione Sangalli sembra voler raccogliere la sfida lanciata dai Sindacati che lunedì, durante il primo giro di audizioni, hanno proposto di ripartire dalla concertazione e dallo “spirito del 1993”.