Cassa integrazione avanti fino a dicembre, così come lo stop ai licenziamenti. L’ipotesi comincia a creare divisioni nel governo e nella maggioranza. Il senatore Pd Tommaso Nannicini parla di “bomba sociale” pronta a esplodere a gennaio, se la strada che il governo intende percorrere sarà questa. Posizione che trova subito sponda in Matteo Renzi ma che raccoglie critiche dal responsabile democratico del Lavoro, Marco Miccoli, spia di posizioni diverse anche all’interno dello stesso Pd. Sullo sfondo, il premier Giuseppe Conte continua a lavorare all’idea di disincentivare le aziende all’utilizzo della cig alleggerendo gli oneri fiscali che gravano sul costo del lavoro. La cassa verrebbe prolungata fino a dicembre, ma nel frattempo la decontribuzione dovrebbe scoraggiarne il ricorso: su questo doppio binario Conte spera di trovare una sintesi tra le diverse posizioni.

“Chi vuole cassa integrazione a pioggia e stop ai licenziamenti fino a dicembre accende la miccia di una bomba sociale che esploderà a gennaio. Finiremo i soldi, ritarderemo le soluzioni e lasceremo per strada giovani, precari e autonomi”, è il commento arrivato oggi da Nannicini. Il senatore Pd ha aggiunto: “Serve un salario di formazione per chi perde il lavoro, investimenti in politiche attive, taglio del costo del lavoro stabile. Dignità del lavoro contro assistenzialismo è il derby decisivo in vista dell’autunno”. Parole che suonano come uno dei mantra ripetuti da Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva infatti apprezza: “La penso esattamente come Tommaso Nannicini”, scrive su Twitter.

Chi invece non approva è un compagno di partito di Nannicini: “La cassa integrazione fino a dicembre con il relativo blocco dei licenziamenti serve perché, come ci dicono i dati, occorrono ancora mesi per riprendere i normali ritmi di produzione, così come serve ancora tempo per la ripresa dei consumi. Dire, come dicono Renzi ed altri, che facendo così ci ritroveremo una bomba sociale a gennaio è sbagliato e addirittura illogico. La bomba sociale esploderebbe ora se interrompessimo di colpo le misure di sostegno al reddito”, replica Miccoli, che del Pd è proprio responsabile Lavoro. “Degli slogan e delle proposte stravaganti ora non ne abbiamo proprio alcun bisogno”, conclude lo stesso Miccoli.

Conte spera di ricucire lo strappo portando avanti la doppia strada: quindi prolungare la cassa integrazione ma disincentivare le aziende al suo utilizzo alleggerendo gli oneri fiscali. E producendo così risparmi sul fronte degli ammortizzatori sociali, ma anche la possibilità per i lavoratori di restare in attività a stipendio pieno e senza sforbiciate. Se non ricorri alla cassa integrazione, in sintesi, le risorse non spese puoi spostarle sulla defiscalizzazione del costo del lavoro, usufruendone. Si tratta della proposta illustrata dal premier mercoledì scorso al numero 1 dell’Inps, Pasquale Tridico. L’elemendo di novità è che Conte intende introdurre questa opzione di decontribuzione – alla quale lavora insieme alla ministra Nunzia Catalfo – prima possibile, già a luglio. Potrebbe servire a sanare le divisioni in maggioranza, ma nel frattempo i sindacati si sono già dichiarati contrari: “Il rischio è che si prendano gli sgravi contributivi e licenzino i lavoratori”.

L’articolo Cassa integrazione, Pd diviso sulla proroga fino a dicembre: Nannicini contrario (e Renzi approva). Conte lavora a un disincentivo proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Fonte: ilfattoquotidiano.it