Con la chiusura dei negozi e lo stop ai circuiti turistici, ora in lenta ripresa, il settore Moda ha avuto un calo molto marcato degli ordinativi. I numeri si aggirano sul 40% circa e sono, per ora, “sostenuti” dalle commesse ottenute fino a febbraio.

Resta in piedi, al momento, un debolissimo 60% circa tra produzione e vendite a forte rischio di un ulteriore collasso già da settembre, poichè scontano tutte le incertezze di “come” e ”se” ci sarà una ripresa dei consumi e un ritorno prepotente del virus.

A soffermarsi sulla situazione della filiera, con un focus sui distretti toscani, è il quotidiano Il Sole 24 Ore in Edicola oggi che raccoglie la testimonianza di Azzurra Morelli, titolare dell’azienda di abbigliamento PelleModa di Empoli che produce per i grandi marchi (46 milioni di fatturato 2019) e vicepresidente di Confindustria Firenze:

”«L’incognita è quante collezioni ci saranno d’ora in poi nel nostro settore perché se i marchi decideranno di fare due linee all’anno, più sostenibili sia sul fronte ambientale che su quello delle risorse umane, l’impatto su una filiera abituata a produrre quattro collezioni l’anno più sei “flash” sarà fortissimo. Questo aggiunge incertezza a un periodo già molto negativa»“.

E ancora “«La vera ripresa non ci sarà nemmeno nel 2021, speriamo almeno che la cassa integrazione venga prorogata fino a dicembre». Il timore è per le aziende meno strutturate, che hanno poca liquidità”.