Sull’ipotesi di introdurre, nel Decreto che si annuncia per agosto, una cassa integrazione Covid-19 ”selettiva” per le settimane che si aggiungono alle 18 (9+5+4) sembra prendere corpo l’idea di una proroga limitata a chi ha un calo del fatturato.
A dare spazio alla tematica è la versione online de Il Mattino che raccoglie anche il parere di Marialuisa Gnecchi, Vicepresidente INPS, che si dichiara non favorevole all’idea di erogare ulteriori risorse a settori interi escludendone altri:
“si era parlato della filiera legata al turismo, per esempio. Piuttosto, dice, occorre dare «molto» a chi ha bisogno e può dimostrare «forti perdite di fatturato». In ballo, da destinare al pacchetto lavoro, ci sarebbero 6-7 miliardi di euro”.
Dunque, nessuna cassa integrazione indiscriminata come nel DL Cura Italia e il DL Rilancio, né una cassa integrazione “per settori” come pure si era sostenuto in queste settimane, secondo la Vicepresidente INPS la soluzione più percorribile è quella di un criterio selettivo di accesso al trattamento di integrazione salariale fondato sulle perdite di fatturato.


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