Il 30 settembre è scaduto il primo periodo di 18 mesi del Reddito di cittadinanza per coloro che lo hanno richiesto e ottenuto sin dal primo mese di introduzione (aprile 2019) .

Dopo un mese di interruzione, in questo caso ottobre, si puo ripresentare domanda, e nel caso si possaggano ancora i requisiti è possibile ottenere altri 18 mesi di sussidio, con decorrenza dal mese Di novembre.

Da questo periodo in poi cambiano però gli obblighi di lavoro, il percettore infatti è obbligato ad accettare eventuali proposte di lavoro senza limiti di distanza dalla residenza, in tutta Italia.

Con il Messaggio 3627-2020 l’INPS ha diramato le nuove istruzioni operative con l’invio della richiesta di rinnovo.

RINNOVO REDDITO DI CITTADINANZA: COME PRESENTARE LA DOMANDA

L’INPS ricorda che la domanda di rinnovo del reddito di cittadinanza potrà essere presentata tramite i seguenti canali:

  • gestore del servizio integrato di cui all’articolo 81, comma 35, lettera b), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Poste Italiane S.p.A.);
  • accedendo in via telematica, tramite SPID, al sito www.redditodicittadinanza.gov.it;
  • presso i centri di assistenza fiscale di cui all’articolo 32 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241;
  • presso gli istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152;
  • tramite il sito www.INPS.it, con PIN dispositivo, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica. Si ricorda che a decorrere dal 1° ottobre 2020 l‘INPS non rilascià più il PIN.

RINNOVO REDDITO DI CITTADINANZA: QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA

Le domanda per il secondo periodo di 18 mesi possono essere presentate a partire dal mese di ottobre, da parte di coloro che nel proprio account INPS visualizzano lo stato della prestazione come “Terminata”.

RINNOVO REDDITO DI CITTADINANZA: VARIAZIONE NUCLEO FAMILIARE

Nel caso in cui il nucleo familiare subisca una variazione nel periodo di fruizione del beneficio, il limite temporale di 18 mesi si applica al nucleo modificato, ovvero a ciascun nucleo familiare formatosi dopo alla variazione.

I requisiti di legge devono in ogni caso essere confermati, come pure l’obbligo di presentare una DSU aggiornata (per l’ISEE) entro due mesi dalla variazione.

In tali casi è quindi necessario presentare una nuova domanda, considerando che la prestazione decade automaticamente dal mese successivo a quello di presentazione dell’ISEE aggiornato.

L’INPS specifica che non deve essere presentata una nuova domanda nel caso in cui la variazione consista in un decesso o in una nuova nascita.

RINNOVO REDDITO DI CITTADINANZA: VARIAZIONE SITUAZIONE ECONOMICA

Nel caso in cui la fruizione del reddito di cittadinanza venga interrotta si può presentare nuovamente domanda per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto, salvo che l’interruzione non sia dovuta all’applicazione di sanzioni.

Nel caso in cui la fruizione del reddito di cittadinanza sia interrotta a causa di un aumento del reddito familiare, dovuto all’inizio di una nuova attività lavorativa, e la nuova domanda venga presentata trascorsi almeno 12 mesi dall’interruzione, la presentazione della stessa ha valore di prima domanda e pertanto potrà essere erogata, sussistendone i requisiti di legge, fino a 18 mensilità.

DOMANDA REDDITO DI CITTADINANZA DOPO REVOCA O SANZIONI

Infine l’INPS si sofferma sulla questione del calcolo dei 18 mesi a seguito di revoca o sanzioni.

Viene confermato che domanda di reddito di cittadinanza, se presentata e accolta dopo un provvedimento di revoca o di decadenza sanzionatoria, dà diritto alla prestazione fino a 18 mensilità, come se fosse una prima domanda.

Nel calcolo dei mesi di Rdc spettanti andranno quindi presi in considerazione anche i periodi non riscossi per via di provvedimenti sanzionatori che comportino la decurtazione di una o più mensilità.

Se la sospensione è stata disposta per mancata presentazione del Modello ISEE aggiornato (che va fatto ogni anno entro il 31 gennaio), dopo la presentazione (e verificata la persistenza dei requisiti) sono state erogate le mensilità arretrate e pertanto la sospensione non ha influito sulla decorrenza maturata del beneficiario.

Da ultimo, nel caso di interruzione del reddito di cittadinanza prima dei 18 mesi – in caso di rinuncia o perdita dei requisiti – i periodi già fruiti, in caso di domanda di rinnovo, verranno considerati per 5 anni dal termine di conclusione della misura.

Una volta trascorsi i 5 anni il reddito di cittadinanza spetterà nuovamente, previa domanda e per l’intero periodo dei 18 mesi.