“Il Lavoro non è un favore”. “Se nulla cambierà, lotta dura sarà”.

Sono i cori intonati dai lavoratori dello spettacolo e disoccupati che si sono riuniti ieri a Napoli in un corteo che ha attraversato le strade cittadine per chiedere alle Istituzioni di intervenire con forza su una situazione sociale ed economica drammatica.

Dopo le iniziative di Milano di 10 giorni fa e prima di un’altra manifestazione – quest‘altra nazionale – che si svolgerà il 30 ottobre organizzata da Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, si sono mossi gli addetti dello spettacolo che temono l’annullamento dell’intera stagionale 2020/2021 a colpi di decreti provocheranno la chiusura dei luoghi della cultura (tranne che dei musei e mostre).

Ed è proprio quello che prevede la bozza del Dpcm che circolava nelle scorse ore (per i dettagli clicca qui).

Sono preoccupati, inoltre, che le istituzioni “continuano a parlare solo di aiuti alle imprese, ma gli aiuti al cittadino, ai lavoratori impossibilitati a riprendere la loro attività?” scrivono in un post su Facebook. Chiedono quindi l’estensione delle indennità di sostegno al reddito per attraversare questa grave fase, come il reddito di emergenza.

La richiesta si unisce anche a quella avanzata dai lavoratori delle arti, della cultura e dello spettacolo dell’ex Asilo Filangieri di Napoli che propongono l’istituzione di un “reddito di creatività” e rilanciano la loro esperienza modello che ha ispirato e ancora oggi ispira le politiche culturali di molte città e realtà europee.

La manifestazione ha visto anche momenti di tensione con le forze di polizia. “Volevamo solo sfilare in corteo fino alla prefettura, la risposta sono state cariche violente e ingiustificate” hanno spiegato alcuni manifestanti.