Decreto Covid aprile, Il Sole 24 Ore: ipotesi durata breve, Salvini spinge

Dopo che Draghi ha annunciato che il nuovo decreto COVID continuerĂ  a vedere l’Italia colorata di arancione e rosso fino al 30 aprile, all’interno della maggioranza si è aperto un confronto acceso tra il leader della Lega Matteo Salvini e il nuovo segretario del Pd Enrico Letta, che portano in campo due diverse visioni sulle misure necessarie per affrontare la crisi sanitaria ed economica che ha investito il Paese con il dilagare della pandemia. Verosimilmente, il confronto serrato tra le due parti proseguirĂ  fino a martedì, giorno in cui secondo Il Sole 24 Ore in edicola oggi il decreto dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri.

Il quotidiano economico e finanziario riferisce le posizioni dei due leader:

“Il leader della Lega Matteo Salvini anche ieri ha continuato il pressing per far aprire piĂą attivitĂ  lì dove possibile: <Se dopo Pasqua, fra dieci giorni, la situazione sanitaria in tante cittĂ  italiane sarĂ  tornata tranquilla e sotto controllo. secondo voi sarĂ  giusto riaprire bar, ristoranti, scuole, palestre, teatri, centri sportivi e tutte le attivitĂ  che possano essere riavviate in sicurezza? Secondo me sì>. Una posizione che per la Lega giĂ  nella cabina di regia si concretizza nella richiesta di una durata piĂą breve del decreto, magari fino al 19 aprile, che farebbe sopportare meglio la prosecuzione delle restrizioni da zona rossa o arancione. Secca la risposta del segretario del Pd Enrico Letta contrario a <generare aspettative che poi finiscono per essere frustrate>“.

Si scontrano, dunque, due differenti posizioni in ottica di “ripartenza“. La Lega di Salvini sarebbe favorevole a una durata piĂą breve del decreto COVID – fino al 19 aprile – così da poter far ripartire attivitĂ  economiche e settori rimasti bloccati ormai da tempo, lì dove la situazione sanitaria sia effettivamente migliorata. Di contro, il Pd di Letta propone un approccio piĂą prudente e cauto, favorevole ad un prolungamento delle restrizioni onde evitare riaperture premature che farebbero scivolare rapidamente il Paese in una nuova ondata di contagi e ospedalizzazioni.

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