Arriva la piattaforma di Cgil, Cisl e Uil su una vera riforma delle pensioni che va realizzata, dicono, prima che termini Quota 100, cioè entro la fine del 2021 e che si ritorni alla Legge Fornero. La presentazione è avvenuta ieri, con un webinar a cui hanno partecipato i tre segretari generali, Landini, Sbarra, Bombardieri.
A ricostruire i passaggi salienti dell’evento è il quotidiano il manifesto in edicola oggi:
“Ad aprire l’iniziativa era stato il neo segretario generale della Cisl Luigi Sbarra: «Abbiamo apprezzato l’apertura del ministro Orlando nel voler attivare un tavolo di confronto: diciamo di fare presto – aveva esordito – . Le pensioni non sono un lusso ma sono il giusto riconoscimento economico dopo una vita di lavoro. Oggi, definire 41 anni di contributi un privilegio è una provocazione. Pensare che dopo la fine di Quota 100 sia possibile ritornare, senza colpo ferire, al modello Fornero con un salto anagrafico che per molti sarebbe di 5 anni (da 62 anni ai 67 anni della pensione di vecchiaia) significa non essere sintonizzati sulla realtà del paese e sulla vita reale delle persone, si rischiano nuovi esodati», ha concluso Sbarra”.
Insomma il Governo è invitato a convocare le parti sociali e trovare delle soluzioni alternative, altrimenti valuteremo “quali iniziative mettere in campo per sostenere le nostre proposte” fa sapere Maurizio Landini Segretario generale Cgil che accenna neanche troppo velatamente ad una mobilitazione nazionale, uno sciopero.
La Riforma Fornero per i sindacati ha i ‘giorni contati’, dunque, anche perchè quella soluzione previdenziale è figlia di una stagione ormai tramontata. Ora occorre invece fare una nuova fotografia della realtà e rivedere le tutele anche nell’ottica di un mercato del lavoro plasmato dalla crisi pandemica:
“«A 10 anni dalla riforma Fornero, più che una riforma, fu un taglio secco chiesto dall’Europa per fare cassa in modo veloce, è ormai sotto gli occhi di tutti la necessità di intervenire – esordisce Landini – . Il primo messaggio che vogliamo mandare è che noi abbiamo bisogno di una vera riforma all’interno di un mondo del lavoro in cui la precarietà è aumentata. Su questo chiediamo il confronto con il governo. È necessario al contrario riconoscere le diversità dei lavori, con un riconoscimento del lavoro delle donne e dei lavori più gravosi. Per noi – ha detto Landini – è molto importante, insieme al riconoscimento dei lavori gravosi e del lavoro delle donne, in particolare quelle con figli: un anno di contribuiti riconosciuti per ogni figlio come se avesse lavorato. Ci vogliono elementi di solidarietà», ha rimarcato il segretario generale della Cgil”.
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