Si è svolto nella serata di giovedì 20 maggio un incontro tra i segretari dell’ambiente e quelli delle politiche industriali di Cisl, Cgil, Uil ed il Ministro per la Transizione Energetica Roberto Cingolani, incentrato sull’avvio dei progetti del PNRR.
“Il Ministro ha prima fatto un quadro generale soffermandosi anche sul problema dell’organizzazione interna al Mite, che a suo avviso andrebbe in parte rivista in quanto non rispondente alla prospettiva di gestire una sorta di grandissimo progetto europeo.
Su questo è stata avvisata la necessità, oltreché di aumentare l’organico, di valorizzare al meglio le risorse presenti.
Il PNRR, per la sola parte che riguarda il Mite, prevede circa 380 azioni/progetti, per il cui avvio, da definire il prima possibile, non si devono aspettare le risorse europee.
Naturalmente si prospetta una governance complessa, per la quale come Cisl si è sottolineata l’importanza di coinvolgere il sindacato, a cui il Ministro si è detto favorevole.
Vi è inoltre ancora da definire nei particolari la quota dei progetti che faranno capo direttamente alle Regioni o enti locali
Gli obiettivi del PNRR sono molto ambiziosi. Nell’arco dei prossimi 10 anni l’Italia dovrebbe riuscire a produrre il 72% di energia da fonti rinnovabili ed il restante 28% da gas naturale necessario per garantire la stabilità del sistema. Per far questo si dovrebbero installare almeno 8 gigawatt all’anno di rinnovabili (solare ed eolico), però negli ultimi tempi se ne sono installati solo un decimo per anno.
Per raggiungere questo e gli altri obiettivi, a detta del Ministro, vanno quindi “accelerate, non semplificate” tutte le procedure ed il ministero ha già fatto delle proposte che saranno formalizzate in un prossimo decreto “semplificazioni”, precisando che il Mite non interviene sul codice degli appalti, bensì solo su VIA, VAS e altre norme ad esse collegate.
Tra le ipotesi per favorire l’installazione di impianti fotovoltaici ed eolici, si terranno presente anche le aree da bonificare; in particolare quelle cosiddette “orfane”.
Il Ministro ha tenuto a precisare che si cercherà di costruire e supportare delle filiere produttive in ambito europeo, d’intesa naturalmente con il Mise, magari attraverso partenariati pubblico-privato, altrimenti si corre il rischio di usare le risorse europee per pagare imprese straniere.
Per le produzioni esistenti occorrerà favorire la loro decarbonizzazione, a cominciare dall’acciaio dove occorre passare all’utilizzo di forni elettrici, producendo energia dapprima con il gas naturale e poi con l’idrogeno.
Il passaggio a produzioni “green” con l’idrogeno, nei settori energivori e/o “hard to abate”, non può che essere graduale e sicuramente sarà necessario passare da una transizione a gas. Ad oggi l’utilizzo del gas naturale o dell’idrogeno, la cui produzione è tuttora limitata rispetto alle future necessità, comporta costi notevolmente più alti che si spera di diminuire con lo sviluppo tecnologico e la potenziale crescita della domanda.
Per favorire la transizione nei settori “hard to abate” un provvedimento necessario a livello europeo sarebbe anche la definizione della “Carbon Adjustment Tax” che, già proposta dalla Commissione europea, è comunque di difficile attuazione per le molte ragioni legate alle regole ed ai rischi del commercio internazionale.
Il tema del gas è centrale anche per la Sardegna per la quale, secondo il Ministro, ancora non vi è un accordo definitivo, anche se si prospetta la costruzione di due rigassificatori, a Sud e a Nord dell’isola, alimentati con navi cisterna.
Altro tema trattato è stato quello dell’economia circolare che, insieme al sistema dei rifiuti, prevede diverse iniziative. Nel frattempo si è rinviata di ulteriori 6 mesi la cosiddetta Plastic tax.
Infine, per la filiera agricola, il PNRR basa le proposte sull’idea di creare valore aggiunto “green” ad una produzione che è già considerata di altissima qualità a livello mondiale.
A conclusione di questo incontro si è prevista la possibilità di definire ulteriori approfondimenti man mano che procede il percorso di attuazione del PNRR, fermo restando da parte sindacale la necessità di dar vita ad una governance partecipata dell’insieme di tutte le iniziative del PNRR”.

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Fonte: cisl.it