Le ottime prestazioni per il turismo italiano che ha avuto il culmine in Ferragosto, con punte da record in alcune regioni, come la Puglia, fanno ben sperare per il rilancio del settore. Secondo quanto rivelano le associazioni di rappresentanza delle strutture ricettive aderenti a Confcommercio e Confesercenti, in alcune località di mare si sono raggiunti anche i livelli pre-Covid, con un ‘tutto esaurito’ che non si registrava dal 2019.

Quel che è mancato, fanno sapere da Federalberghi, è l’afflusso importante del turismo extra europeo, con capacità di spesa maggiore (russi, giapponesi, americani in particolare).

Inoltre non mancano le incertezze legate ai cambi climatici che potrebbero frenare la buona risalita del turismo per via delle restrizioni sul Green pass che da settembre si faranno ‘più evidenti’: con la certificazione verde obbligatoria per i trasporti a lungo raggio e i locali al chiuso di bar e ristoranti che potrebbero essere penalizzati.

Ne parla Il Sole 24 Ore in edicola oggi:

”«A settembre con l’eventuale cambiamento di colori di alcune regioni o altre restrizioni o ancora il banco di prova del Green Pass nei locali al chiuso (ora in tantissimi posti si può mangiare all’aperto e l’impatto è stato limitato) – spiega Messina – vedremo e verificheremo soprattutto la ripartenza delle città d’arte di fatto sono bloccate da marzo 2020». «L’orientamento degli operatori – sottolineano da Fipe – si divide più o meno a metà tra chi ritiene che il green pass stia avendo un impatto negativo sulla stagione turistica e chi, al contrario ritiene di no»”.

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