Green pass per lavorare, clamorosa svolta delle Regioni: allungare durata del tampone o è caos

Allungare il tempo di validità dei test anti-Covid e quindi anche dei Green pass ottenuto coi tamponi oltre le 48 ore.

A chiederlo sono le Regioni che temono lo scatenarsi del caos dal 15 ottobre, cioè da quando sarà per i lavoratori obbligatorio esibire il Green pass in ogni luogo di lavoro, pubblico o privato. Quella degli enti locali è una clamorosa svolta che segna il ritorno alle posizioni espresse durante le scorse settimane quando – prima di dare l’ok politico al Decreto n. 127 ‘Green pass’ – avevano chiesto che la durata del tampone fosse allungata a 72 ore.

L’obiettivo – si legge su Tgcom24.it – è di offrire alle imprese la possibilità di organizzarsi anche in autonomia per eseguire gli esami, insomma più flessibilità della quale potrebbero giovarsene anche i lavoratori poichè attualmente – per chi non ha fatto il vaccino – il tampone ha una validità di 48 ore e quello molecolare è di 72.

Sulla stessa linea d’onda il sindacato delle forze di polizia. «Così come evidenziato dalle Regioni e da molti imprenditori, qualora la durata del green pass in seguito al tampone, rischiereremmo la r del Paese dal punto di vista del controllo del territorio e della tutela delle nostre città». Così Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.

«Considerando che a oggi non sono state emanate linee guida esaustive e che i tempi per effettuare i tamponi presso farmacie e laboratori convenzionati si sono allungati a dismisura, in alcuni casi oltre i sette-otto giorni, nel giro di pochi giorni alcune migliaia di appartenenti alle Forze di Polizia non avranno più la possibilità di rinnovare il green pass e, quindi, di lavorare. È a rischio, dunque, l’intero sistema-sicurezza del nostro Paese. Chiediamo al governo di rivedere immediatamente i termini e la durata del Pass e di estenderla almeno a 96 ore» conclude Pianese.

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