Se l’ISTAT ci fa il quadro della situazione sull’aumento periodo del tasso di inflazione, vale a dire dell’aumento generale dei prezzi al consumo, che del 6,7% su base annua secondo l’ultima rilevazione, la Coldiretti ci dice di quanto effettivamente sono i rialzi, in particolare per i prodotti maggiormente diffusi nel carrello della spesa.
Ecco quanto scrive in proposito il quotidiano Il Messaggero in edicola oggi:
“La guerra e il caro energia fulminano l’agricoltura incenerendo i raccolti, facendo salire i prezzi polverizzando i portafogli degli italiani. L’inflazione al 6,7 per cento (mai così pesante dal 1991) spinge anche il carrello della spesa. I prodotti di largo consumo viaggiano infatti intorno al 5 per cento. Ma Coldiretti, entrando più nel dettaglio, descrive un quadro ben peggiore. Dal +23,3% dell’olio di semi al +6,2% dei gelati, il caro energia, alimentato dal conflitto ucraino, contagia quasi tutti i prezzi, con aumenti che interessano a largo raggio i prodotti alimentari e colpiscono duramente i bilanci le famiglie, a partire dal 5,6 milioni di italiani che si trovano in condizioni di povertà assoluta”.
“Rincari a doppia cifra – continua Coldiretti – anche per la pasta (+13%) con la corsa agli acquisti nei supermercati per fare scorte, così come per frutti di mare (+10,8%) e farina (+10%). A seguire nella graduatoria degli aumenti, carne di pollo (+8,4%), frutta fresca (+8,1%), pesce fresco (+7,6%), coni gelati (+6,2%) a chiudere la top ten, dalla quale esce il pane pur se in aumento del 5,8%”.
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