Dal 27 luglio scorso, un operatore che telefona a un privato che non vuole essere disturbato per scopi pubblicitari rischia una multa fino a 20 milioni di euro.

Dopo 4 anni di attesa da quando doveva entrare in vigore (la legge ad hoc risale al 2018), è finalmente diventato operativo il nuovo Registro pubblico delle Opposizioni, al quale può iscriversi chiunque non voglia ricevere telefonate commerciali da parte di operatori o call center. I cittadini potranno iscrivere le proprie numerazioni nazionali, fisse e mobili al nuovo Registro tramite attraverso 4 modalità:

  • web, compilando un modulo elettronico;
  • telefono, chiamando al numero verde e seguendo le istruzioni;
  • e-mail, inviando apposito modulo con i dati richiesti;
  • raccomandata.

Gli operatori di telemarketing saranno tenuti a verificare le liste dei potenziali contatti mensilmente o comunque prima di effettuare una campagna pubblicitaria tramite una serie di servizi disponibili sul sito del registro stesso. Gli operatori che violano il registro rischiano multe fino a 20 milioni di euro, mentre per le imprese sono previste sanzioni fino al 4% del fatturato totale annuo. 

Il Registro presenta ancora dei limiti: per esempio, l’obbligo non si applica ai call center ubicati all’estero e inoltre gli operatori illegali potrebbero continuare a tartassare gli utenti di telefonate senza il rischio di incorrere in sanzioni. Tuttavia va riconosciuto il grande passo in avanti compiuto nel porre un freno al telemarketing selvaggio.

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