HomeEvidenzaReddito di Cittadinanza, SMS da INPS sospende i pagamenti: ecco cosa succede

Reddito di Cittadinanza, SMS da INPS sospende i pagamenti: ecco cosa succede

Reddito di Cittadinanza, INPS sta inviando degli SMS con cui annuncia la sospensione del sussidio in attesa di ulteriori controlli. TuttoLavoro24.it lo ha segnalato in questo articolo dei giorni scorsi.

Gli SMS stanno continuando ad arrivare e servono per segnalare ai percettori che l’Istituto sta procedendo a una serie di controlli sui componenti dello stato di famiglia, sulla residenza e sull’effettivo domicilio dei membri dichiarati. 

I controlli riguardano, in particolare, percettori che hanno più o meno di 26 anni e che sono usciti dal proprio nucleo familiare di origine. Vediamo perché.

Posso richiedere il Reddito di Cittadinanza se ho più di 26 anni?

La normativa prevede che fino a 26 anni il figlio faccia parte del nucleo familiare dei genitori anche se non convivente con questi. Se vive in un’altra abitazione dove instaura la residenza, fiscalmente parlando viene automaticamente “attratto” nel nucleo familiare di origine. Deroghe sono permesse solo in certi casi ed è proprio su queste che si gioca la sorte di questi controlli Inps.

Il figlio che ha o supera 26 anni, invece, può costituire un nucleo familiare indipendente da quello della sua famiglia d’origine se non ha la residenza anagrafica con i suoi genitori.

Cambiando residenza, il cittadino over 26 potrà dichiarare un proprio ISEE, separato da quello del nucleo familiare d’origine. In questo caso, se ci sono i requisiti si potrà quindi avere accesso al Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza over 26, in quali casi INPS lo sospende?

Il fatto che il cittadino che ha più di 26 anni faccia nucleo familiare a sé, insomma sia andato a vivere in un’altra casa non è contrario alla normativa del RdC. Tuttavia, potrebbero esserci altre irregolarità sottoposte a verifica da parte di Inps.

Per esempio, un/una quarantenne che lascia la famiglia d’origine per andare a vivere con la nonna non può presentare un ISEE indipendente da quello di quest’ultima (così da avere accesso al Reddito di Cittadinanza). Essendo conviventi, lui e la nonna fanno parte dello stesso nucleo familiare e devono presentare un’unica dichiarazione ISEE.

Inps deve quindi assicurarsi (anche se non è semplice) che i percettori over 26 che non vivono con i genitori risiedano effettivamente da soli e non con altri parenti. In parole povere deve assicurarsi che il nuovo nucleo familiare (anche composto da un solo membro) esista davvero e che non sia stato costituito con il solo scopo di aggirare la normativa.

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