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Reddito di Cittadinanza, mai fatti Controlli sui Beni Esteri: INPS si giustifica così…

Reddito di Cittadinanza, fermi i controlli sui ”clandestini” del sussidio. Una quantità indefinita di percettori che potrebbe non avere tutti i requisiti fissati dalla legge per ottenerlo. In particolare resta un mistero per l’Amministrazione pubblica italiana l’eventuale titolarità di beni fuori dal territorio nazionale.

A metterlo in luce è il quotidiano Il Messaggero in edicola oggi, che non si è limitato a dare la notizia, ma ha provato ad andare un po’ più a fondo, chiedendo a Inps a che punto stanno i controlli all’Estero:

“Dovevano partire in primavera i controlli serrati sui beni detenuti all’estero da parte dei beneficiari e degli aspiranti percettori del reddito di cittadinanza. Qualcosa però è andato storto. La stretta era prevista dalla scorsa legge di Bilancio. Tuttavia, fanno sapere dall’Inps, il decreto attuativo con cui il ministero del Lavoro, guidato da Andrea Orlando, avrebbe dovuto autorizzare l’istituto di previdenza a emanare il nuovo piano di verifiche è sparito dai radar. Ci sono stati, spiega sempre l’Inps, degli incontri preliminari con gli uomini della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, ma niente di più. Risultato? Chi ha la villa in Algarve, Portogallo, o la supercar a Tirana, Albania, giusto per fare qualche esempio, può continuare a prendere il sussidio dei Cinquestelle senza correre rischi”.

Insomma secondo quanto chiarito dall’Istituto di Via Ciro Il Grande al quotidiano romano, alla base dei controlli avrebbe dovuto esserci un decreto – mai emanato nel corso del 2022 – , senza il quale l’ente guidato da Pasquale Tridico non poteva avviare i controlli sui beni immobili (e non) posseduti all’Estero dai beneficiari del Reddito di Cittadinanza che in Italia sono in regola dei requisiti.

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