Reddito di Cittadinanza, torna nei discorsi del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che in una intervista al quotidiano Libero si dice preoccupato del futuro di coloro che nel 2023 perderanno il sussidio perchè molti non hanno neppure il diploma.
“Ben 140mila percettori del sussidio sotto i 30 anni hanno la licenza media, alcuni hanno fatto solo le elementari o niente. Bisogna riportarli in classe”, sottolinea Valditara che vorrebbe puntare a reinserire nel mercato del lavoro i prossimi “ex percettori RdC” attraverso formazione e istruzione.
Quanto alla valorizzazione del merito dello studente, chiarisce che questo può essere un obiettivo da perseguire “costruendo i percorsi formativi il più possibile ritagliati sul singolo, facendo emergere le abilità di ciascuno, anche introducendo docenti tutor che seguano chi ha più problemi ma pure chi va più veloce e magari in classe si annoia. Importante è che la scuola sappia orientare lo studente a fare le scelte formative giuste”.
Sui percorsi scolastici prescelti dagli studenti il Ministro fa notare che la Scuola “è ritornata classista, io la voglio aperta e mobile. Oggi il 58% dei ragazzi italiani va al liceo, mentre in Svizzera e Germania ben l’80% dei ragazzi fa apprendistato o frequenta scuole tecniche e professionali. Noi abbiamo svalutato la formazione tecnica, ritenendola di seconda categoria, quando invece è il pilastro del sistema produttivo. Bisogna farla diventare un canale formativo di serie A, costruendo una filiera unica che vada dalla formazione fino all’istruzione tecnica superiore, parallela all’università e che renda anche questo tipo di insegnamento di alto livello”.
“Faremo – conclude il Ministro – un’importante riforma della scuola tecnico-professionale. In Italia ci sono un milione e 200mila posti di lavoro, che non vengono occupati per mancanza di competenze tecniche. Il 46% delle aziende non trova qualifiche adeguate. Le imprese vanno coinvolte e, laddove siano necessarie qualifiche specifiche, le scuole devono poter assumere docenti tratti dalle imprese. Mi ispiro al modello scolastico mitteleuropeo, tedesco, in particolare”.


