HomeCronaca sindacaleMetalmeccanici, aumenti da 4.300 euro: Assemblea Nazionale dice 'sì'

Metalmeccanici, aumenti da 4.300 euro: Assemblea Nazionale dice ‘sì’

Metalmeccanici, è di poco fa la notizia del ‘sì’ definitivo delle rappresentanze sindacali nazionali all’accordo di rinnovo del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro (CCSL) che si applica ai lavoratori dei Gruppi Cnhi, Iveco, Ferrari, Stellantis.

A pochi giorni dall’intesa raggiunta a Torino tra la dirigenza dei gruppi e i sindacati Fim Cisl, Uilm Uilm, Fismic, Ugl Metalmeccanici e Associazione Quadri- Aqcfr, giunge dunque anche l’ok dei vertici nazionali dei sindacati

Lo si apprende da una nota del sindacato Fim-Cisl. “Si è da poco conclusa a Roma, presso il Teatro Italia, – si legge – alla presenza dei Segretari generali e nazionali delle organizzazioni firmatarie del Contratto Specifico di Lavoro (CCSL) l’Assemblea Nazionale dei Rappresentati sindacali dei Gruppi Cnhi, Ferrari, Iveco, Stellantis. Nel dibattito che ha coinvolto le RSA di tutti gli stabilimenti d’Italia interessati, è emersa una valutazione estremamente positiva dell’intesa raggiunta la scorsa settimana a Torino – intesa raggiunta dopo 4 mesi di trattativa”. 

Niente intoppi quindi, sulla strada che porta all’applicazione degli aumenti che, come visto porteranno nelle tasche dei lavoratori 4.300 euro medie nel periodo di applicazione/vigenza. Puno forte dell’accordo, sottolineano i sindacati firmatari, gli aumenti concordati per i lavoratori, con un aumento dei minimi retributivi dell’11,3%.

“Questo contratto è unico nel panorama italiano – dichiarano Segretario generale della Fim Cisl Roberto e Benaglia e il Segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano – . E’ stato rinnovato in pochissimo tempo e ha portato ai lavoratori il recupero dell’inflazione, tutelando il loro potere d’acquisto portando nelle tasche dei lavoratori 207 euro, + 11,3% di aumento dei minimi in 2 anni, 400 euro di una tantum e aumento dei premi di risultato; ma anche un robusto rafforzamento del welfarecon ulteriori 200 euro a maggio 2023 e importanti miglioramenti normativi oltre che, nuovi diritti e tutele, flessibilità, formazione e diritto allo studio, orario di lavoro e la partecipazione attraverso le Commissioni e gli Osservatori oltre che nuovi diritti sindacali”.

Ma c’è di più. Fim Cisl si dice convinta che il rinnovo farà da apripista per altri contratti collettivi della manifattura “per il recupero totale dell’inflazione. La scelta di due anni del rinnovo della parte salariale è stata una scelta precisa di tutela dei lavoratori, perché nessuno ha la sfera di cristallo per sapere fra 4 anni quale sarà il livello d’inflazione”. 

“Il CCSL concludono – Benaglia e Uliano – non è un incidente della storia delle relazioni industriali, non siamo più disponibili a sentir dire che ci sono accordi separati c’è – dicono – chi contratta e porta ai lavoratori buoni accordi che difendono il salario e i diritti dei lavoratori e chi non lo fa. Se qualcuno non li firma ci dispiace ma non è un nostro problema.” Chiara la frecciatina a Fiom-Cgil che continua a rimanere fuori dalla contrattazione nelle aziende dei gruppi.

Il percorso democratico dei sindacati che porterà al sì definitivo dei lavoratori. Prosegue domani, in tutti gli stabilimenti Italiani dei Gruppi Cnhi, Ferrari, Cnhi, Iveco, la votazione formale attraverso la quale tutte le Rsa valideranno il nuovo contratto. In caso di esito favorevole, da mercoledì inizieranno le assemblee dei lavoratori in tutti gli stabilimenti interessati al rinnovo.

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