Docenti tutor e orientatori, boom di adesioni arrivate dalle scuole al Ministero dell’Istruzione e del Merito per poter beneficiare di queste due figure a partire dal prossimo anno scolastico.
A dirlo sono i dati che il Ministero di Viale Trastevere ha reso noti nella giornata di lunedì 5 giugno:
“Su 2.734 istituzioni scolastiche interessate dalla riforma che istituisce in via sperimentale il docente tutor e il docente orientatore, figure che da settembre accompagneranno gli studenti nella costruzione del loro percorso in campo scolastico e professionale, ben 2.728 (pari al 99,8% del totale) hanno inoltrato la richiesta di partecipazione ai moduli formativi: si tratta complessivamente di 52.176 tutor e 4.252 docenti orientatori.”
Un coinvolgimento pressoché totale e che, per viale Trastevere, va oltre le aspettative visto che l’obiettivo minimo per avviare il progetto che il ministero si era prefissato era di 37.708 tutor e 2.753 docenti orientatori da avviare alla formazione. È stato raggiunto quindi il 138% di partecipazione di docenti tutor e il 154% di docenti orientatori.
In base alle stime, si tratta di circa 19 tutor per ogni scuola superiore e ognuno di loro dovrà seguire un gruppo di 25-30 studenti.
Nei prossimi mesi partirà il confronto con i sindacati. Critica la posizione della CIGL, soprattutto per quanto riguarda la limitazione dell’orientamento ai soli ultimi 2 anni della scuola superiore. Secondo Gianna Fracassi, segretaria della Flc-Cgil, «l’orientamento deve partire almeno dalla scuola secondaria di primo grado». Dello stesso avviso Ivana Barbacci della CISL, la quale però sottolinea come sia «positivo che questa funzione sia riconosciuta da un punto di vista contributivo con una retribuzione che è nella media di quelle previste nel fondo di istituto per gli incarichi aggiuntivi».