Docenti e ATA, sì ai Buoni pasto nella Piattaforma del CCNL Istruzione-Ricerca

Buoni pasto

Nella piattaforma rivendicativa per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca c’è anche l’annoso tema del riconoscimento dei Buoni pasto a favore dei docenti e ATA. Lo annuncia uno dei sindacati firmatari del contratto, ANIEF, guidato da Marcello Pacifico in un’intervista al quotidiano specializzato Orizzonte Scuola.

In un recente passato la richiesta è stata avanzata anche da altri sindacati, tra quelli meno rappresentativi, come Confintesa.

I ticket per il pasto sono erogati in Italia alla generalità dei lavoratori privati e dipendenti, in forza di norme contrattuali oppure a seguito di iniziative unilaterali dei datori di lavoro. Nel comparto scolastico l’unico caso di copertura dei buoni pasto lo abbiamo nelle province autonome di Trento e Bolzano, in questo caso la spesa è a carico del Bilancio provinciale.

Ipotesi risorse nella legge di Bilancio 2025

Potrebbero però presto approdare anche in tutte le altre scuole italiane se dal Ministero dell’Istruzione dovesse reperire e stanziare le risorse per questo benefit. E’ questo, infatti, il requisito ‘base’ per poter far decollare l’operazione. D’altronde le risorse stanziate non sono sufficienti per soddisfare le richieste sindacali sull’adeguamento stipendiale. E questo a Viale Trastevere lo sanno molto bene. Si dovrà quindi ricorrere ad un ulteriore stanziamento con la Legge di Bilancio 2025 e non è escluso che, in quella fase, una parte delle risorse non possa essere orientata per i Buoni pasto.

Quale importo?

Resterebbe poi da capire quale importo potrebbe essere stanziato. E’ davvero troppo presto per dirlo. Oggi la maggior parte dei lavoratori riceve un ticket di un valore che si aggira tra i 5 e i 10 euro. Gli importi sono ormai bloccati in molti casi da circa venti anni e il “potere d’acquisto” del buono destinato alla mensa o alla spesa è calato moltissimo, perchè nel frattempo è salita l’inflazione. Solo nel 2022 si è raggiunto il 10% di rialzo dei prezzi.

Sulla scelta dell’importo pesa molto la soglia di esenzione, oggi ferma a 8 euro, per quelli elettronici, per quelli cartacei 4 euro. In Parlamento ci sono diverse proposte di legge che circolano da tempo, che propongono di portare il limite a 10 euro. Un incentivo per i datori di lavoro che dovessero decidere di erogare più soldi sui benefit che sul salario. Anche il ministeriali potrebbero pensarla così.

Dietro queste operazioni ci sono almeno due spinte: quella economica e quella politica. La data dell’avvio del negoziato per il rinnovo del CCNL 2022-2024 è il prossimo 4 luglio, quando il ministro Giuseppe Valditara presenterà ai sindacati l’Atto di indirizzo. In quell’occasione si capire che direzione prenderà la trattativa.