Nelle prime ore di domenica 30 marzo torna l’ora legale e, come ogni anno, spuntano fake news sui presunti effetti sugli stipendi dei lavoratori dipendenti. Circolano voci secondo cui il cambio d’orario porterebbe a una riduzione del salario, in particolare per chi lavora su turni notturni.
Tutto falso. L’ora legale non incide in alcun modo sulla busta paga, se non positivamente. In questo articolo spiegheremo il perchè.
Nessuna riduzione dello stipendio con l’ora legale
La normativa sul lavoro è chiara: il passaggio all’ora legale (1 ora in avanti) non modifica il numero di ore retribuite. I contratti collettivi nazionali stabiliscono che il turno di lavoro viene pagato per intero, indipendentemente dall’orario ufficiale e sue variazioni.
Anche chi lavora di notte non subisce perdite. Se un turno risulta “accorciato” per il passaggio all’ora legale, il lavoratore riceverà comunque la retribuzione pattuita, senza alcuna decurtazione.
Ora legale e aumento dei guadagni in alcuni settori
Anziché ridurre gli stipendi, l’ora legale può avere effetti positivi per alcuni settori.
Con le giornate più lunghe e il clima più mite, molte attività economiche registrano un aumento della clientela e quindi della domanda di lavoro. Ad esempio:
- Bar e ristoranti iniziano a posizionare tavolini all’aperto, attirando più clienti e allungando le ore di lavoro.
- Negozi e centri commerciali beneficiano di un maggiore afflusso di persone che escono più volentieri approfittando del clima mite.
- Eventi e spettacoli all’aperto aumentano, creando opportunità di lavoro per addetti alla sicurezza, camerieri, tecnici del suono e molte altre figure.
- Impianti sportivi e palestre vedono un incremento di iscrizioni, con maggiore richiesta di personale.
In sintesi, l’ora legale non riduce gli stipendi, ma può portare benefici economici in diversi settori, aumentando le opportunità lavorative. Non lasciamoci ingannare dalle fake news che circolano sul web!