Aumenti in busta paga, riduzione dell’orario di lavoro, più tutele su congedi e pari opportunità, taglio ai contratti precari. È quanto prevede il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) 2024-2028 firmato il 28 maggio da Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Unionalimentari Confapi.
L’accordo interessa circa 40.000 lavoratori dipendenti del settore alimentare nelle piccole e medie imprese industriali, ma rappresenta un segnale importante per una fascia ampia di lavoratori dipendenti che attendono rinnovi contrattuali da mesi.
All’interno del nuovo CCNL ci sono incrementi retributivi fino a 280 euro, interventi sulla conciliazione vita-lavoro, misure per la stabilità occupazionale e novità su salute, sicurezza e inclusione.
Rinnovo con ritardo: superato l’anno di attesa rispetto ad altri contratti
Il rinnovo arriva con oltre un anno di ritardo rispetto ad altri contratti dello stesso settore.
Sono stati infatti già rinnovati da tempo:
- il contratto delle aziende alimentari aderenti a Confindustria (febbraio 2024);
- il contratto collettivo dell’Area Alimentaristi Parificazione, che riguarda imprese artigiane e piccole aziende del comparto alimentare (giugno 2024).
Questo fa del contratto firmato il 28 maggio uno dei rinnovi più attesi del panorama alimentare.
280 euro di aumento: le 4 tranche in busta paga
Il nuovo CCNL prevede un aumento salariale totale di 280 euro a parametro 137, suddiviso in quattro tranche da 70 euro:
- dal 1° giugno 2025
- dal 1° gennaio 2026
- dal 1° aprile 2027
- dal 1° gennaio 2028
Aumenta anche il contributo aziendale al fondo pensione Fondapi, che passa all’1,5%.
Più ore di permesso e riduzione dell’orario di lavoro
Il contratto introduce nuove ore di ROL (permessi retribuiti) per tutti i lavoratori.
Inoltre, si apre alla possibilità, tramite accordi aziendali con le RSU, di ridurre l’orario di lavoro in caso di investimenti tecnologici che impattano su produttività e organici.
Precarietà tagliata: meno contratti a termine e in somministrazione
Uno dei punti centrali dell’accordo è la lotta alla precarietà, in linea con le richieste avanzate dai sindacali con la piattaforma rivendicativa.
La quota massima di contratti a termine, somministrati e in staff leasing viene ridotta dal 50% al 25% rispetto al totale degli occupati.
Le altre novità di rilievo sono:
- più congedi retribuiti per l’inserimento al nido e alla scuola dell’infanzia.
- ore pagate per l’accudimento intra-generazionale rivolte ai genitori anziani.
- misure specifiche per le donne vittime di violenza.
Inclusione, salute e sicurezza: nuovi diritti in arrivo
Il contratto rafforza il capitolo su pari opportunità, diversità e inclusione, affidando alla contrattazione collettiva la definizione di strumenti applicativi.
Vengono anche potenziate le azioni per la formazione, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.