HomeEvidenzaDocenti nel Mirino del Ministero: chi Sbaglia sui Social Rischia il Posto

Docenti nel Mirino del Ministero: chi Sbaglia sui Social Rischia il Posto

Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è stato chiaro: l’insegnante non può più permettersi comportamenti pubblici o social che danneggiano la dignità della professione. Dopo il caso di un presunto docente campano che avrebbe pubblicato un messaggio offensivo contro la presidente del Consiglio e sua figlia minorenne, il ministro ha preso posizione.

Non si tratta solo di un episodio isolato. Per Valditara è giunto il momento di tutelare con fermezza il decoro della figura dell’insegnante, che deve rappresentare un esempio per i giovani, anche fuori dalla scuola.

L’insegnante è anche educatore: la responsabilità è totale

Il ruolo del docente non si limita alla trasmissione del sapere. Per il Ministero, ogni insegnante è anche un modello educativo di comportamento. Per questo, afferma Valditara, chi insegna deve essere pienamente consapevole del peso sociale del proprio ruolo, dentro e fuori l’aula.

La scuola è un’istituzione centrale nella formazione del cittadino. E chi ne fa parte deve saper rappresentare, anche online, i valori che promuove con le lezioni. Insomma la condotta tenuta in aula, davanti agli alunni, deve essere mantenuta anche al fuori, nelle pubbliche relazioni.

I docenti e il personale scolastico sono responsabili non solo durante l’orario di servizio, ma anche per comportamenti tenuti fuori dalla scuola. Le forme di responsabilità sono: civile verso terzi, penale, amministrativa e contabile, e disciplinare.

Secondo l’articolo 28 della Costituzione, i dipendenti pubblici rispondono personalmente per gli atti che violano i diritti, sia in sede penale che civile e amministrativa.

Anche comportamenti inappropriati sui social, attacchi verso l’amministrazione o comunicazioni violente, possono portare a provvedimenti disciplinari, poiché danneggiano l’immagine della scuola e il decoro della professione.

Il comportamento sui Social entra nel mirino

Il Ministero ha già attivato le verifiche per identificare con certezza l’autore del post incriminato. Se sarà confermato che si tratta davvero di un docente, scatteranno provvedimenti disciplinari severi. Il messaggio è chiaro: non c’è più spazio per chi getta discredito sulla scuola con parole o atteggiamenti incompatibili con l’etica professionale.

Il rischio è reale: la perdita del posto di lavoro per chi si rende protagonista di comportamenti giudicati gravi, anche se fuori dall’orario scolastico.

I social cambiano le regole del gioco

Un tempo i comportamenti degli insegnanti erano osservati solo nell’ambiente scolastico. Oggi, invece, ogni post sui social può diventare pubblico, virale, e compromettere l’immagine della scuola. È questa la nuova realtà a cui devono abituarsi i docenti.

Facebook, Instagram, TikTok o X non sono più spazi “privati”. Ogni opinione, battuta o sfogo può trasformarsi in un elemento di valutazione disciplinare. E il Ministero è pronto a intervenire.

Per i docenti, non è più sufficiente insegnare bene in classe. Bisogna rappresentare la scuola con rispetto e misura in ogni contesto, anche online.

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