Una sentenza della Corte costituzionale cambia le regole sulle pensioni di invalidità. L’assegno ordinario non potrà più essere inferiore a 603,40 euro al mese. La novità riguarda anche i lavoratori nel sistema contributivo puro. In questo articolo spieghiamo a chi spetta l’aumento, da quando decorre e quali sono i requisiti da rispettare.
Cosa prevede la sentenza della Corte
Con la sentenza n. 94 del 2025, la Corte costituzionale ha stabilito che anche i titolari di assegno ordinario di invalidità in regime contributivo hanno diritto all’integrazione al minimo. Fino ad oggi, questo beneficio era limitato ai lavoratori con contributi versati prima del 1996.
La Corte ha ritenuto questa esclusione incostituzionale. Violava infatti i principi di uguaglianza e di tutela per chi si trova in condizioni di bisogno (art. 3).
L’importo minimo sale a 603 euro
L’assegno di invalidità non potrà essere inferiore a 603,40 euro al mese. Si tratta dell’importo minimo previsto dalla legge, pari all’assegno sociale INPS.
Non saranno riconosciuti arretrati. L’aumento decorre dalla pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale, cioè da luglio 2025.
A chi spetta l’aumento
L’integrazione riguarda chi riceve un assegno ordinario di invalidità, ha almeno 5 anni di contributi (di cui 3 negli ultimi 5) e non supera i limiti di reddito previsti per l’integrazione.
Il beneficio vale anche per i lavoratori autonomi e per gli iscritti alla Gestione Separata INPS.
Una svolta attesa da anni
La sentenza riconosce pari diritti a tutti i lavoratori invalidi, indipendentemente dal sistema previdenziale. Una svolta importante per chi vive con assegni molto bassi.
Da luglio 2025, migliaia di beneficiari riceveranno l’aumento automatico dell’importo. Un cambiamento sostanziale per chi si trova in una condizione di fragilità economica.