Stipendi PA, Contratti Sanità e Scuola da Chiudere Entro Settembre: l’Annuncio

Ccnl

Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha eliminato lo storico tetto massimo agli stipendi nella Pubblica Amministrazione, introdotto nel 2011.

Il ministro della PA Paolo Zangrillo, in un’intervista rilasciata a La Stampa, ha commentato la novità, chiarendo che non ci sarà nessun aumento automatico, ma un percorso serio e graduale, basato su criteri di merito e responsabilità. E ha accennato anche ai contratti che mancano da sottoscrivere.

Stop al tetto sugli stipendi nella PA: si arriva fino a 311 mila euro annui

La sentenza della Corte ha di fatto cancellato il limite di 255.000 euro lordi annui fissato per i dirigenti pubblici. Ha quindi introdotto una nuova soglia pari a quella del Primo Presidente della Corte di Cassazione, ovvero 311.000 euro, con la possibilità di una crescita ulteriore fino a 350.000 euro per effetto dell’indicizzazione persa negli anni.

Il ministro Zangrillo ha però subito chiarito che non si tratta di un via libera indiscriminato agli aumenti: “Nessuno stappi lo champagne” ha avvertito il capo di Palazzo Vidoni Caffarelli. Poi ha aggiunto:

«Prima di pensare ai tetti dobbiamo metterci nelle condizioni di creare i presupposti per gestire le dinamiche retributive in modo diverso. Il disegno di legge approvato in Consiglio dei ministri e che è appena approdato alla Camera risponde proprio a queste esigenze: la logica non può più essere quella di dare sempre tutto a tutti, perché intanto siamo tutti bravissimi, ma quella che porta ad insegnare alle persone ad assegnare degli obiettivi, a valutare le performance e a fare una selezione per avere effettivamente un’individuazione corretta di chi merita di crescere».

PA, la retribuzione non cala se non si performa

A detta del Ministro, quindi, a dover essere cambiato è il sistema retributivo nella PA, che oggi premia tutti indistintamente.

«Stando alla Corte dei conti – ha spiegato il Ministro a La Stampa – nella Pubblica amministrazione il 98% dei dirigenti pubblici sono valutati “eccellenti” e una volta che si è raggiunto un certo livello anche chi non ha performato bene non vede abbassarsi la sua retribuzione. Nelle aziende private invece, in tutto il mondo Italia compresa, i dirigenti hanno una retribuzione che è in parte fissa e in una parte significativa variabile e questa nel corso degli anni varia veramente in base ai risultati».

Occorre dunque correggere le distorsioni e valorizzare le posizioni di maggiore responsabilità. Anche e soprattutto per essere più competitivi sul mercato del lavoro e attrarre i talenti.

Sanità e Istruzione, CCNL da chiudere entro settembre

Alla fine dell’intervista, il Ministro ha anche fatto il punto sulle trattative in corso per i rinnovi di contratto nella pubblica amministrazione. Il 29 luglio è stato chiuso il contratto dei dirigenti delle funzioni centrali, anche grazie all’apertura della Uil che non aveva siglato le intese precedenti.

Adesso restano da chiudere Sanità (personale dirigente) e Istruzione: «Auspico che a settembre ci siamo le condizioni per chiudere anche questi. Sarebbe molto importante perché se riuscissimo a farlo potremmo poi ragionare subito sul contratto 2025-2027 andando in continuità, cosa mai accaduta finora» ha concluso Zangrillo.