Il 3 luglio 2025 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che anche i supplenti con contratti brevi devono ricevere la Carta del Docente. Secondo i giudici, non conta la durata del contratto: chi insegna, sia per un mese che per un anno, svolge lo stesso lavoro di un docente di ruolo e deve avere gli stessi diritti.
La norma italiana che limitava il bonus ai soli docenti di ruolo o ai supplenti annuali è stata giudicata discriminatoria. Ora, quindi, anche i contratti temporanei e saltuari possono accedere al beneficio. Ma sul piano amministrativo ancora nulla è cambiato, si attendono novità per i prossimi mesi. La situazione, per il prossimo anno, è la seguente.
La legge prevede che:
La novità principale per il 2025/2026 è che la Carta del Docente verrà estesa a molti più insegnanti rispetto al passato, grazie alla modifica introdotta dall’articolo 6-bis della legge che ha convertito il decreto n. 45/2025.
Fino a oggi, il bonus era di 500 euro fissi all’anno. Dal prossimo anno scolastico non sarà più così: il Ministero dell’Istruzione, insieme al MEF, deciderà la cifra in base al numero di beneficiari. Con più docenti ammessi, le stesse risorse dovranno essere divise tra più persone, e questo ridurrà inevitabilmente l’importo.
Nel 2024 si temeva un taglio, ma alla fine la cifra è rimasta di 500 euro. Questa volta la situazione è diversa: l’allargamento della platea, che include anche molti supplenti annuali e brevi che hanno vinto le cause, rende verosimile che la somma scenderà sotto la soglia simbolica dei 500 euro. Un passo avanti nei diritti, ma con un portafoglio più leggero per ogni insegnante.