Mance estive, via libera all’aliquota agevolata del 5% anche per i lavoratori esterni

Con un recente documento di prassi, l’Agenzia delle Entrate ha risposto a un quesito del Ministero del Turismo, presentato su istanza di Federalberghi, chiarendo un punto fondamentale per il settore dell’ospitalità: la tassazione agevolata al 5% sulle mance, introdotta dalla legge di bilancio 2023 (articolo 1, commi 58-62, legge 197/2022), si applica non solo ai dipendenti diretti delle strutture ricettive e degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, ma anche ai lavoratori dipendenti di fornitori esterni che operano all’interno delle stesse.

Camerieri e barman: le mance “alzano” lo stipendio

La misura riguarda in particolare il periodo estivo, quando l’afflusso turistico porta a un aumento delle mance per figure – anche stagionali – come camerieri, barman, baristi e addetti al servizio di sala. Con l’aliquota sostitutiva del 5%, le somme ricevute dai clienti sotto forma di mancia sono soggette a una tassazione ridotta rispetto alle aliquote IRPEF ordinarie, rendendo più vantaggioso il netto in busta paga.

Questo significa che – attenzione – il datore di lavoro deve far “transitare” i compensi delle mance attraverso il cedolino paga e non brevi manu.

Il commento di Federalberghi

Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha ringraziato il Ministro del Turismo Daniela Santanchè “per aver perorato gli interessi dei nostri collaboratori, favorendo l’adozione di una decisione che consente un’importante integrazione del reddito”. Bocca sottolinea come anche i dipendenti di imprese terze, impiegati presso alberghi e ristoranti, partecipino al servizio alla clientela e debbano quindi poter usufruire dello stesso trattamento fiscale.

Come funziona l’agevolazione

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la tassazione sostitutiva del 5% si applica alle mance percepite in aggiunta alla retribuzione, fino a un massimo del 25% del reddito annuo da lavoro dipendente. Il beneficio è riservato a chi, nell’anno precedente, ha avuto un reddito di lavoro dipendente non superiore a 50.000 euro.