Il caldo impazza e le località turistiche d’Italia faticano sempre a trovare personale per far fronte all’afflusso di visitatori. Barman e camerieri stagionali si ritrovano al centro della scena, ma purtroppo il loro problema principale restano gli stipendi: spesso troppo bassi per rendere sostenibile il loro lavoro estivo.
Barman: stipendi più generosi oltreconfine
Secondo i dati di Jobbydoo, In Italia, uno stipendio medio per un barman si aggira tra 1.400 e 1.450 euro netti al mese. In base all’esperienza, si va dai circa 850 euro per i profili più junior fino a oltre 2.500 euro per figure molto specializzate.
Una paga che però non fa molta gola, se si considera che basta varcare di poco il confine italiano per ritrovarsi a guadagnare il 120% in più: in Svizzera, infatti, un barman riscuote in media tra 3.200 e 3.500 euro netti al mese. È vero che qui il costo della vita è molto alto, ma se si considera che spesso, soprattutto se si lavora negli alberghi, vitto e alloggio sono già pagati, fare una stagione estiva in Svizzera può essere molto conveniente e remunerativo.
Anche a Londra lo stipendio è nettamente più alto che nel nostro Paese: nella capitale inglese, un barman guadagna di media 1.670 euro netti al mese, il 16% più che in Italia.
Camerieri: stipendi italiani modesti
Anche i colleghi camerieri impiegati stagionalmente lamentano retribuzioni piuttosto basse: si parla di 1.300 – 1.600 euro al mese netti, spesso con straordinari non pagati, contratti instabili e turni estenuanti.
Naturalmente gli importi diminuiscono per i camerieri alle prime armi o per un contratto part-time, mentre aumentano fino a 1.800 – 2.500 euro al mese nei ristoranti o negli alberghi di lusso.
Oltreconfine la paga è più alta. Per esempio, lo stipendio sale fino a 3.500 euro netti al mese in Svizzera, mentre a Londra varia dalle 12.000 alle 24.000 sterline l’anno. A cui però vanno sommate le mance, che nel Regno Unito sono una consuetudine e possono quindi diventare una parte decisamente importante dello stipendio.
In estate la carenza di personale si aggrava
L’estate amplifica il problema della carenza di personale nei settori turistici e della ristorazione: alta domanda e ritmi intensi si scontrano con paghe spesso troppo basse per risultare attraenti.
La situazione italiana risulta ancor più critica se confrontata con realtà straniere dove le condizioni economiche e normative sono decisamente più favorevoli. I modelli esteri, infatti, dimostrano che paghe più competitive producono maggiore attrattività e stabilità.