Il FIS è lo strumento attraverso cui le scuole italiane riconoscono economicamente il lavoro aggiuntivo svolto da docenti e personale ATA: attività progettuali, incarichi specifici, coordinamenti, supporto amministrativo oltre l’orario ordinario. Una voce di salario accessorio che, pur rappresentando una parte accessoria del reddito complessivo, spesso arriva con mesi di ritardo.
Quest’anno, il calendario è ancora più stringente: la scadenza per completare i pagamenti è fissata a giovedì 28 agosto 2025. Un termine che sta mettendo in seria difficoltà le segreterie scolastiche, chiamate a correre contro il tempo per evitare che il personale resti senza retribuzione delle prestazioni rese nello scorso anno scolastico.
Segreterie scolastiche sotto pressione per rispettare la scadenza
Gli uffici amministrativi delle scuole vivono queste giornate in un clima di emergenza. Agli adempimenti ordinari, già di per sé intensi, si sommano procedure complesse e vincoli informatici legati a piattaforme ministeriali che non sempre funzionano in modo lineare.
Il mese di agosto, tradizionalmente, coincide con la fase più delicata dell’anno scolastico:
- predisposizione dei contratti per i neoimmessi in ruolo;
- gestione delle supplenze;
- preparazione dell’avvio dell’anno scolastico;
A tutto questo si aggiunge il carico straordinario del FIS, che richiede precisione contabile, controlli incrociati, delibere degli organi collegiali e verifiche sulle risorse disponibili. Molte segreterie denunciano di trovarsi di fronte a una “montagna di scadenze” difficilmente gestibile con l’attuale organico e con la scarsità di tempo a disposizione.
Il rischio: ritardi nei pagamenti e tensione con il personale
Il mancato rispetto della scadenza del 28 agosto avrebbe conseguenze concrete e immediate. Se i flussi di pagamento non saranno correttamente inviati entro i termini, il personale docente e ATA rischia di vedere ulteriormente rinviato il riconoscimento economico per attività già svolte da mesi.
Questo comporterebbe non solo un problema economico, ma anche un danno morale: tanti insegnanti e collaboratori scolastici hanno svolto ore extra, progetti e attività fondamentali per il funzionamento delle scuole, con la promessa di un compenso che ora rischia di slittare ancora.
Sei giorni di tempo per chiudere il FIS non sono un’eccezione isolata. Ogni anno, la questione dei pagamenti del salario accessorio torna a presentarsi con caratteristiche simili: ritardi nell’assegnazione delle risorse, procedure farraginose, piattaforme telematiche sovraccariche e una pressione enorme sugli uffici amministrativi.
Tabella riassuntiva: il “cruscotto” del FIS 2025
