Il rinnovo dei contratti pubblici entra in una nuova fase. Il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, ha annunciato che entro la fine di settembre saranno pronti gli atti di indirizzo per il comparto delle Funzioni centrali, dando così avvio, a partire da ottobre, alle trattative ufficiali con i sindacati per il triennio 2025-2027.
Duecentomila lavoratori interessati per il rinnovo del Contratto Funzioni Centrali
L’ultimo contratto per le Funzioni Centrali, relativo al triennio 2022-2024, è stato firmato a gennaio 2025. Ha portato incrementi medi intorno ai 160 euro lordi mensili, insieme a misure di valorizzazione professionale e nuove regole sul lavoro agile. A pochi mesi dalla sua sottoscrizione, si apre ora la nuova stagione contrattuale che coprirà il triennio 2025-2027.
Le Funzioni centrali comprendono circa 200 mila lavoratori, tra dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici nazionali.
Le linee guida del governo per il rinnovo del Contratto
Gli atti di indirizzo che il governo si appresta a definire stabiliranno:
- Le risorse economiche destinate al rinnovo per il triennio 2025-2027.
- Le priorità organizzative, con attenzione al rafforzamento delle competenze digitali e giuridico-amministrative.
- Gli obiettivi di sistema, come la semplificazione dei processi e l’aumento dell’efficienza.
Secondo le anticipazioni, il governo intende puntare su:
- Stabilità salariale: garantire aumenti che tengano conto del nuovo ciclo inflattivo.
- Modernizzazione della PA: attraverso investimenti nella digitalizzazione e nella formazione.
- Attrattività del settore pubblico: con misure per rendere più competitivo il lavoro nelle Funzioni centrali rispetto al privato.
Cosa chiederanno i sindacati
Con l’apertura del confronto all’Aran, i sindacati presenteranno le loro richieste. I temi principali saranno:
- Incrementi retributivi: richieste superiori ai 150-170 euro lordi mensili medi, per salvaguardare il potere d’acquisto.
- Carriere e progressioni: percorsi professionali più chiari e trasparenti.
- Smart working regolamentato: consolidare le esperienze positive di lavoro agile, bilanciando produttività ed esigenze dei lavoratori.
- Formazione continua: investimenti mirati sulle competenze digitali e manageriali.
Le prospettive del nuovo contratto Funzioni Centrali
Il rinnovo per il triennio 2025-2027 avrà un impatto significativo non solo sui circa 200 mila lavoratori delle Funzioni centrali, ma sull’intera macchina amministrativa. Gli obiettivi principali sono:
- Maggiore efficienza: dipendenti più motivati e formati possono garantire servizi più rapidi ed efficaci.
- Rafforzamento della credibilità dello Stato: un’amministrazione moderna e competitiva è anche un fattore di fiducia per cittadini e imprese.
- Effetto sui consumi: gli aumenti salariali contribuiscono a sostenere la domanda interna.
Le trattative dovrebbero aprirsi formalmente in ottobre. Da quel momento si delineano tre possibili scenari:
- Accordo entro il 2025: permetterebbe ai lavoratori di beneficiare dei primi aumenti già a inizio 2026, con eventuali arretrati.
- Trattativa estesa al 2026: possibile se emergono divergenze su risorse o organizzazione del lavoro.
- Ritardi prolungati: scenario meno probabile, ma non impossibile, legato a vincoli di bilancio o tensioni politiche.