Il rinnovo del contratto scuola 2022/2024, scaduto da quasi un anno, è tornato al centro del dibattito. Insegnanti, personale ATA si chiedono se ai sindacati convenga firmare un accordo che, pur portando qualche aumento, sembra offrire ben poco rispetto alle aspettative.
Cosa prevede il nuovo contratto
Il rinnovo riguarda il periodo successivo al precedente CCNL e tocca oltre un milione di lavoratori della scuola. Si parla di aggiornamenti economici e normativi, con un aumento complessivo che, sulla carta, supera il 5% medio. Tuttavia, buona parte di questi soldi è già stata erogata dal Governo come acconto.
Infatti, negli scorsi mesi oltre il 3,5% degli aumenti è già arrivato in busta paga sotto forma di anticipi contrattuali, decisi in modo unilaterale per calmare le tensioni e dare un segnale di attenzione al settore.
Di conseguenza, il margine economico che resta da distribuire al momento della firma è minimo: una percentuale residuale che in molti considerano più simbolica che sostanziale.
Perché firmare potrebbe convenire
- Per sbloccare il contratto e chiudere la fase di stallo.
Firmare permetterebbe di rendere esecutive tutte le parti normative e avviare i nuovi istituti contrattuali (formazione, mobilità, permessi, lavoro agile). - Per incassare il saldo e gli arretrati residui.
Anche se il saldo è limitato, rappresenta comunque un riconoscimento economico concreto, insieme agli arretrati accumulati in questi anni. - Per aprire la strada al prossimo rinnovo.
Con la firma, il contratto si chiude formalmente e può avviarsi una nuova contrattazione, più ambiziosa e legata alle risorse della prossima legge di bilancio.
Perché non firmare potrebbe convenire
- Aumenti reali troppo bassi.
Considerando che il 3,5% è già stato anticipato, l’incremento effettivo per chi firma oggi è davvero modesto — spesso inferiore a quanto eroso dall’inflazione degli ultimi due anni. - Nessun vero cambiamento sulle condizioni di lavoro.
Il contratto non affronta i nodi strutturali della scuola: precariato, burocrazia, carichi eccessivi e stipendi europei lontanissimi. - Rischio di accontentarsi.
Molti temono che accettare ora un contratto “povero” significhi legittimare un modello al ribasso e rinunciare a una battaglia più ampia per la valorizzazione del personale scolastico.
Una decisione tra pragmatismo e protesta
La questione, in fondo, è tutta qui: prendere subito il poco che resta o aspettare per chiedere di più.
Chi sostiene la firma punta sul pragmatismo — meglio poco subito che niente per mesi. Chi invece si oppone, lo fa per principio e dignità professionale, convinto che senza una presa di posizione forte non cambierà mai nulla.
In entrambi i casi, una cosa è certa: il mondo della scuola non può più accontentarsi di briciole. Firmare o no, il messaggio che arriva dal personale è lo stesso: serve una politica seria per l’istruzione, che metta al centro chi ogni giorno tiene in piedi la scuola pubblica italiana.



![Fino a 700 euro per i Docenti e ATA: Maturati Nuovi Arretrati del Contratto Scuola [TABELLA IMPORTI]](https://tuttolavoro24.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_0647-218x150.jpeg)
