Salario Metalmeccanici, Fim-Cisl: “Detassazione al 5% anche per Redditi oltre i 28.000 euro”

Il sindacato dei metalmeccanici Fim-Cisl non è soddisfatto della manovra economica. Pur riconoscendo alcuni interventi positivi, la sigla guidata da Ferdinando Uliano chiede al Governo di alzare il tetto di reddito per la detassazione degli aumenti contrattuali. L’obiettivo è permettere anche ai lavoratori metalmeccanici con redditi superiori ai 28.000 euro di beneficiare dell’aliquota agevolata al 5% a partire dal 2026.

Uliano: “Serve una correzione, il tetto è troppo basso”

In un’intervista rilasciata a Termolionline.it, Uliano ha spiegato che la misura della detassazione è “importante e significativa”, ma “non sufficiente”. Il limite di reddito fissato dal Governo esclude una parte consistente dei lavoratori dell’industria metalmeccanica, soprattutto quelli con anzianità elevata o qualifiche medio alte.

La Fim-Cisl, ha aggiunto Uliano, sta lavorando per modificare la proposta di legge in fase di approvazione, sollecitando il Parlamento a correggere la soglia di reddito. “Stiamo presidiando l’iter parlamentare per condizionare la manovra rispetto alle istanze del sindacato”, ha dichiarato.

Interlocuzione con i ministeri competenti

Secondo quanto riferisce la Fim-Cisl, è già in corso una interlocuzione con i ministeri competenti, in particolare con il Ministero dell’Economia e quello del Lavoro, per discutere un emendamento che innalzi il limite attuale.

Il testo bollinato della manovra è infatti atteso in discussione al Senato nei prossimi giorni, prima del passaggio alla Camera, dove potrebbero essere introdotte le modifiche richieste dai sindacati.

La posizione del sindacato metalmeccanico

Uliano sottolinea che la Fim-Cisl apprezza la riduzione delle tasse nella terza fascia (dal 35 al 33% per chi ha redditi tra 28.000 e 50.000 euro) e le agevolazioni sui premi di risultato, ma si oppone a ogni “sconto” nei confronti di chi evade il fisco.

Servono interventi più forti sul recupero dell’evasione, non premi a chi non paga le tasse”, ha ribadito.

La linea è chiara: la Fim-Cisl vuole che la detassazione del 5% sugli aumenti contrattuali diventi uno strumento reale di sostegno al salario, accessibile anche ai metalmeccanici con redditi medio-alti.