Una buona notizia per il personale della scuola: docenti e ATA potranno contare su un piccolo ma significativo aumento grazie alla detassazione del salario accessorio, introdotta dal Governo per il 2025. La misura punta a riconoscere un vantaggio economico immediato a chi lavora nella Pubblica Amministrazione, alleggerendo la pressione fiscale sui compensi accessori.
Che cos’è la detassazione del salario accessorio
La detassazione consiste nell’applicare un’imposta sostitutiva agevolata del 15% — invece delle aliquote IRPEF ordinarie — su una parte del salario accessorio, cioè su compensi legati a indennità, straordinari, turni o al Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (FIS).
Il beneficio si applica fino a un massimo di 800 euro lordi annui, ma solo per chi non supera i 50.000 euro di reddito complessivo.
Docenti e ATA: cosa cambia concretamente sul FIS
Per il personale scolastico, la novità riguarda in particolare il FIS, cioè il fondo da cui vengono pagate attività aggiuntive, progetti, incarichi, funzioni strumentali o straordinari del personale ATA.
Grazie alla detassazione, i compensi accessori percepiti attraverso il FIS saranno tassati di meno: il risparmio d’imposta, quindi, si tradurrà in un aumento netto in busta paga.
Il vantaggio massimo sarà di circa 120 euro netti all’anno per chi percepisce l’intero importo massimo agevolabile (800 euro).
Chi può beneficiare della misura
La detassazione è riservata ai lavoratori della Pubblica Amministrazione, tra cui rientrano:
- Docenti di ruolo e supplenti annuali;
- Personale ATA (amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici);
- Altri dipendenti pubblici con salario accessorio riconosciuto.
Requisiti principali:
- Reddito complessivo lordo annuo ≤ 50.000 euro;
- Compensi accessori non superiori a 800 euro lordi annui.
Tabella riassuntiva della detassazione 2025





