Con la Manovra 2026, nel testo bollinato disponibile, è stata introdotta una svolta significativa per la gestione delle supplenze brevi dei docenti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Infatti, agli istituti viene imposto di coprire le assenze inferiori a dieci giorni utilizzando solo il personale già in organico, salvo “motivate esigenze didattiche”.
Questo significa che, per le assenze fino a 10 giorni dei docenti ordinari nei gradi di scuola indicati, quindi per le supplenze brevi, non sarà più possibile chiamare supplenti esterni attraverso le graduatorie, come prima si faceva tramite graduatorie di istituto o interpelli.
Dove e quando vale la nuova norma
La norma riguarda i posti comuni nella scuola secondaria di I e II grado e copre soltanto quelle mancanze temporanee inferiore ai dieci giorni. Per quanto riguarda le scuole primarie e i posti di sostegno, resta una certa flessibilità: il dirigente potrà ancora ricorrere ai supplenti esterni, non essendo la sostituzione interna obbligatoria.
La modifica è attiva a partire dall’anno scolastico che segue l’entrata in vigore della legge: la misura è pensata per operare dal 2026 in poi.
Obiettivi della disposizione
Secondo il testo della Bilancio, la decisione nasce da due esigenze fondamentali:
- ridurre la spesa pubblica per le supplenze esterne, spesso impattanti sul bilancio degli istituti;
- valorizzare l’organico interno delle scuole, rendendo prioritario l’impiego dei docenti già a servizio in caso di assenze brevi, e potenzialmente favorire una maggiore continuità didattica.
Implicazioni operative e criticità segnalate
La nuova regolazione comporta alcune conseguenze pratiche rilevanti:
- I dirigenti scolastici dovranno ricorrere alle risorse interne (es. docenti assegnati in altri ambiti, ore di potenziamento) per coprire assenze brevi, con possibili aumenti di carico di lavoro;
- le sigle sindacali denunciano già un rischio di meno opportunità per i supplenti brevi e una possibile perdita di ore di lezione o flessibilità didattica;
- per le scuole che non dispongono di risorse interne sufficienti, la normativa potrebbe generare disagi organizzativi e richiedere soluzioni alternative.
Sicuramente si tratta di una novità che segna un cambiamento nella gestione delle supplenze brevi nelle scuole secondarie e che quindi comporta un dover affrontare un nuovo contesto operativo.




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