Il quotidiano Libero, diretto da Mario Sechi, nell’edizione in edicola oggi, ha pubblicato un’ampia intervista al vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. Ci si aspettava un passaggio chiaro sul tema delle pensioni, in piena fase di definizione della Legge di Bilancio 2026, ma così non è stato.
Nel colloquio, il direttore Sechi chiede a Salvini dell’incontro con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e degli obiettivi per la manovra, ricevendo risposte su Piano Casa, banche e finanza pubblica, ma nessun riferimento al capitolo previdenza. Domanda troppo scomoda forse?
Un silenzio che pesa, considerando che proprio la Lega aveva costruito gran parte della sua campagna elettorale sulla promessa di abrogare la Legge Fornero e di introdurre forme di pensione anticipata più flessibili.
Tre anni di governo e nessuna riforma strutturale
Sono ormai tre anni che la Lega siede al governo, ma di quella “rivoluzione previdenziale” che doveva congelare l’età pensionabile oggi fissata a 67 anni non si è vista traccia. Le misure introdotte – da Quota 103 alle micro agevolazioni varie – hanno avuto validità annuale, con criteri sempre più rigidi e platee ristrette. E dal 2026 salta anche Opzione Donna.
Il sistema pensionistico italiano continuerà a rimanere pienamente vincolato alla riforma Fornero del 2011, e l’assenza di riferimenti al tema nell’intervista su Libero lascia la sensazione che la Lega voglia lasciare scorrere il tempo, facendo cadere nell’oblio una promessa che aveva conquistato la fiducia di milioni di lavoratori, sia dipendenti sia autonomi.
Fornero: “Salvini smentito nella maniera più clamorosa”
A riaccendere il dibattito ci ha pensato proprio Elsa Fornero, ospite di Giovanni Floris a diMartedì su La7. L’ex ministra ha commentato così le scelte del governo:
“Non so come facciano gli elettori ancora a credere a una singola cosa di quelle che dice Salvini. È stato smentito nella maniera più clamorosa. Non solo non hanno cancellato la mia riforma, ma hanno speso di più per introdurre eccezioni annuali. Adesso le cose vanno avanti secondo la mia legge del 2011. Forse una spiegazione agli italiani andrebbe data”.
Un’affermazione che mette a nudo un fatto politico ormai evidente: la riforma delle pensioni promessa dalla Lega è rimasta solo sulla carta.




