L’incentivo al posticipo del pensionamento conosciuto anche come “Bonus Giorgetti” è una misura economica introdotta per premiare i lavoratori che, pur avendo raggiunto i requisiti per la pensione anticipata, scelgono di restare al lavoro.
È stato istituito dall’art. 1, comma 286, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023) e modificato e prorogato dall’art. 1, comma 161, della Legge 20 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025).
La misura è valida per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2025 e si applica sia ai lavoratori dipendenti pubblici che privati.
Chi può richiedere l’incentivo: i requisiti del “Bonus Giorgetti”
L’incentivo è destinato ai lavoratori che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2025, i requisiti per:
Pensione anticipata flessibile (Quota 103)
- 62 anni di età;
- 41 anni di contributi.
Pensione anticipata ordinaria
- 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
- 42 anni e 10 mesi per gli uomini.
Chi rientra in queste condizioni può rinunciare all’accredito dei contributi IVS a proprio carico e ricevere la stessa somma direttamente in busta paga, completamente esente da imposte.
Come funziona l’incentivo: rinuncia ai contributi IVS a carico del dipendente
Il meccanismo è semplice ma vantaggioso:
- il lavoratore rinuncia ai contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) a suo carico;
- il datore di lavoro versa regolarmente la quota contributiva del 24,2% (aliquota datoriale per i dipendenti dello Stato) di sua competenza;
- la quota dell’8,8% a carico del lavoratore non viene versata all’INPS, ma corrisposta direttamente in busta paga come somma netta e non imponibile.
In questo modo il lavoratore riceve una busta paga più alta, senza tassazione aggiuntiva.
Trattamento fiscale del “Bonus Giorgetti”: importo netto e non imponibile
Uno dei principali vantaggi dell’incentivo è che la quota di contributi IVS restituita non concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF.
L’importo aggiuntivo percepito è quindi esente da imposte e non influisce sulla fascia di reddito ai fini fiscali.
In sostanza, l’aumento in busta paga corrisponde all’intero valore della quota contributiva (8,8%), senza trattenute.
Effetti sulla pensione
Durante il periodo di fruizione del beneficio:
- vengono accreditati solo i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro;
- il montante contributivo aumenta resta ferma alla data della rinuncia;
Il lavoratore quindi guadagna di più nell’immediato, ma la pensione aumenterà di meno il periodo di permanenza con incentivo.
Come richiedere l’incentivo INPS
Per accedere all’incentivo al posticipo del pensionamento, il lavoratore deve:
- presentare domanda all’INPS, dichiarando la volontà di rinunciare all’accredito dei contributi IVS;
- attendere la conferma dell’INPS e l’attivazione dell’erogazione in busta paga;
- beneficiare del bonus a partire dal mese successivo alla domanda fino alla decorrenza effettiva della pensione.
Tabella riassuntiva dell’incentivo al posticipo pensione

Esempio pratico: quanto si guadagna con 3.000 euro lordi al mese
Vediamo un esempio concreto per capire il vantaggio economico dell’incentivo.
Dati di riferimento
- Stipendio lordo mensile: € 3.000
- Aliquota IVS lavoratore: 8,8%
- Aliquota IVS datore di lavoro: 24,2%
Calcolo del beneficio
- Contributi IVS lavoratore: 3.000×8,8%=264 €3.000 \times 8,8\% = 264 \, €3.000×8,8%=264€
- Il datore di lavoro continua a versare i propri 726 € (24,2%) all’INPS.
- Il lavoratore riceve 264 € netti in più ogni mese, completamente esenti da imposte.
Risultato economico





