Buste Paga 2026: il Bonus da 83,33 Euro è Confermato? Che Fine Fa il Taglio del Cuneo Fiscale?

Anche per il 2026 arriva una buona notizia per i lavoratori dipendenti e assimilati: il bonus fiscale introdotto nel 2025, noto anche come “somma integrativa” o ulteriore detrazione, resta confermato.

Pur non essendoci un riferimento esplicito nella Legge di Bilancio 2026, la misura continuerà ad applicarsi perché già strutturalmente prevista nelle norme, senza limiti temporali indicati.

Non serve quindi alcun rinnovo formale: la detrazione rimane valida anche il prossimo anno, garantendo un sostegno concreto al reddito di chi ne ha diritto.

Cos’è il bonus fiscale e come funziona

Il bonus fiscale non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF e il suo importo varia in base al reddito annuo. Si calcola infatti secondo percentuali stabilite per ciascuna fascia di reddito:

  • Redditi fino a 8.500 euro: 7,1%.
  • Redditi tra 8.500 e 15.000 euro: 5,3%.
  • Redditi superiori a 15.000 euro: 4,8%.

L’importo parte quindi da circa 50 euro al mese e cresce gradualmente, andando a integrare il reddito percepito. Per questo motivo il bonus è anche chiamato somma integrativa: agisce come una vera e propria integrazione del reddito disponibile, senza influire sul calcolo dell’IRPEF.

Ulteriore detrazione per le fasce di reddito più alte

Per i lavoratori con redditi più elevati, invece, l’agevolazione si traduce in un’ulteriore detrazione:

  • Redditi tra 20.000 e 32.000 euro: detrazione pari a 1.000 euro annui (circa 83,33 euro al mese in più in busta paga).
  • Redditi fino a 40.000 euro: l’importo diminuisce gradualmente man mano che il reddito si avvicina alla soglia superiore.

In questo modo, anche chi percepisce redditi più alti riceve un beneficio proporzionato, che contribuisce a ridurre il carico fiscale mensile.

Perché il bonus è confermato anche senza menzione nella Legge di Bilancio 2026

Il motivo della continuità è chiaro: la normativa che ha introdotto il bonus nel 2025 (comma 4, art. 1, della Legge 30 dicembre 2024, n. 207) non contiene una delimitazione temporale. Non indica ad esempio che la misura è valida solo “per gli anni 2025‑2026”, ma si applica strutturalmente finché non intervengono modifiche legislative.

L’esonero contributivo del 6 o del 7 per cento introdotto nel 2024 dal Governo Meloni a favore dei dipendenti con redditi medio-bassi, per esempio, era esplicitamente in vigore “In via eccezionale, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024” (comma 15, articolo 1 della Legge 30 dicembre 2023, n. 213).

Di conseguenza, anche senza menzione esplicita nella prossima Legge di Bilancio, il bonus fiscale (nonché l’ulteriore detrazione) rimane automaticamente valida, garantendo continuità e certezza ai beneficiari.