Contratto Metalmeccanici: “Aumenti Interamente Detassati al 5%, intervenga il Governo”

Metalmeccanici

Dopo la firma del rinnovo del CCNL Metalmeccanica Industria del 22 novembre, Fim, Fiom e Uilm stanno attraversando fabbriche e stabilimenti con assemblee molto partecipate. L’obiettivo è spiegare nel dettaglio il nuovo contratto, gli incrementi economici e le novità di carattere normativo. Ma in questi incontri emerge un messaggio comune e sempre più forte: ora serve la detassazione degli aumenti contrattuali, perché il valore reale degli incrementi rischia di essere eroso da imposte e contributi.

La richiesta unitaria al Governo: detassare tutti gli aumenti

Fim, Fiom e Uilm sottolineano che il contratto appena rinnovato prevede una crescita salariale consistente, ma ricordano che senza l’intervento del Governo gli aumenti netti saranno inferiori alle attese dei lavoratori. Per questo, nelle assemblee, i sindacati stanno rimarcando la necessità di una detassazione strutturale sugli incrementi che scatteranno da giugno 2026.
Secondo le tre sigle, l’Esecutivo deve garantire che gli aumenti contrattuali vadano interamente ai lavoratori, senza limitare il beneficio ai soli redditi fino a 28.000 euro, una quota considerata residuale rispetto all’intera platea dei metalmeccanici.

La posizione della Fiom: “La detassazione è al centro dello sciopero del 12 dicembre”

La Fiom-Cgil è particolarmente netta: il tema della detassazione ( richiesto da tempo) sarà uno dei cardini dello sciopero generale del 12 dicembre La federazione guidata da Gianna Fracassi chiarisce che la mobilitazione ha lo scopo di chiedere al Governo un impegno immediato sul cuneo fiscale e sulla tutela del salario.

Secondo la Fiom, limitare la detassazione ai redditi più bassi rischia di creare nuove disparità e di indebolire l’effetto del rinnovo contrattuale proprio nel settore industriale che più ha contribuito alla crescita del Paese. A rimanere esclusi sarebbero più di un milione di metalmeccanici.

Una partita ancora aperta che riguarda milioni di lavoratori

Mentre le assemblee continuano in tutta Italia, cresce la pressione sui tavoli istituzionali. I sindacati rivendicano un intervento urgente per garantire che gli aumenti del CCNL entrino quasi interamente nelle buste paga. Anche se le notizie che giungono dal Senato nelle ultime ore non sono rassicuranti.

Proprio nelle giornata di ieri è circolata la notizia della bocciatura delle riformulazione dell’emendamento a firma della senatrice Paola Mancini – di Fratelli d’Italia – la quale proponeva la detassazione degli aumenti retributivi erogati nel 2026 e derivanti dai rinnovi contrattuali, non solo ai rinnovi sottoscritti nel 2025 e nel 2026 (come previsto dalla Manovra), ma anche a quelli avvenuti nel 2024. E portava la soglia reddituale per accedere al beneficio da 28.000 a 35.000 euro. La notizia è stata riportata dall’Agenzia di Stampa PublicPolicy.