Torna il Reddito di Cittadinanza da 700€: Stanziati 23 Milioni. Parte la Prima Regione

Rdc

Dopo le aperture politiche emerse in Puglia, Campania e anche in Toscana durante la recente campagna elettorale, arriva il primo intervento concreto che segna il ritorno di una misura ispirata al reddito di cittadinanza. Misura cancellata dal Governo Meloni a partire dal 2024.

La Regione Toscana, guidata da Eugenio Giani, ha inserito nel bilancio preventivo 2026 un nuovo reddito di inserimento lavorativo, definito dallo stesso governatore “un reddito di cittadinanza alla Toscana”. Si tratta di una misura che anticipa la discussione nazionale sui sostegni ai lavoratori espulsi dal mercato del lavoro e non coperti dagli attuali ammortizzatori.

Una misura da 23 milioni per disoccupati senza tutele

Il capitolo dedicato al nuovo sostegno vale 23 milioni di euro, fondi che Giani specifica essere “prevalentemente nazionali”, derivanti dal Patto del Lavoro firmato nel 2022 con l’ex ministro Andrea Orlando. La misura non sembre essere rivolta a tutti indiscriminatamente ma solo a chi è stato messo in cassa integrazione, licenziato o rimasto senza alcun ammortizzatore sociale e punta a reinserire queste persone nel ciclo produttivo.

La misura sembra dunque intervenire sia a favore di chi percepisce trattamenti di sostegno al reddito erogati da INPS, come Cig o NASpI, e chi ne è privo.

Il meccanismo prevede 9-12 mesi di formazione professionale interamente pagata dalla Regione, accompagnata da un bonus mensile tra i 600 e i 700 euro. L’obiettivo è permettere ai beneficiari di riconvertirsi verso settori “più appetibili per il mercato”.

Si parte dal 1° gennaio 2026?

Il governatore, intervistato dalla stampa locale, ha spiegato che si tratta di una prima sperimentazione, destinata a evolvere durante l’anno grazie alle consuete variazioni di bilancio.

In particolare, fa sapere l’assessore Lenzi, che i tecnici sono già al lavoro per definire tutti i dettagli operativi. L’obiettivo è fornire ulteriori informazioni entro fine anno, così da rendere la misura pienamente attiva già dal 1° gennaio 2026, senza alcun rinvio.