La partita sulla detassazione degli aumenti retributivi si complica ancora. Anche la versione aggiornata dell’emendamento di Fratelli d’Italia alla legge di Bilancio è stata dichiarata inammissibile, nonostante la riformulazione del testo avvenuta dopo il primo stop.
L’obiettivo della proposta, firmata da Paola Mancini, era ampliare la platea dei beneficiari, estendendo la tassazione agevolata non solo ai rinnovi contrattuali del 2025 e 2026 – già previsti dalla Manovra – ma anche a quelli siglati nel 2024, includendo così molti comparti che hanno chiuso i contratti nell’ultimo anno. Inoltre è stata bocciata la proposta che innalzava la soglia di accesso fino a 35.000 euro di reddito.
Costo stimato di 90 milioni, ma mancano coperture adeguate
La nuova versione dell’emendamento quantificava in 90 milioni di euro il costo dell’intervento, da finanziare attingendo al cosiddetto “tesoretto” della manovra. Ma la Commissione Bilancio ha ritenuto nuovamente inadeguate le coperture economiche.
Il primo testo era stato bocciato proprio per l’assenza totale di coperture; il secondo, pur indicando la cifra necessaria, è stato considerato comunque non sostenibile dal punto di vista finanziario. Da qui la nuova inammissibilità.
La proposta: estendere la detassazione anche ai redditi fino a 35mila euro
L’emendamento mirava inoltre a far salire la soglia dei beneficiari, introducendo un’imposta sostitutiva del 5% anche per chi percepisce redditi compresi tra 28.000 e 35.000 euro. Una modifica che rispondeva alle richieste delle parti sociali, soprattutto nei settori industriali dove la platea con redditi oltre i 28mila euro è molto vasta.
Ora l’unica via è il maxi-emendamento del Governo
Con la doppia bocciatura, la possibilità di ampliare la detassazione via Parlamento sembra definitivamente chiusa. A questo punto, spiegano fonti tecniche, solo un maxi-emendamento del Governo – prima di Natale – potrebbe riaprire lo scenario.
Ma per farlo serve un passaggio decisivo: individuare le risorse necessarie a coprire l’intervento, già considerato oneroso nella sua forma più limitata.
Una partita ancora aperta
Senza una mossa dell’Esecutivo, la detassazione resterà confinata alla platea attuale (redditi fino a 28.000 euro), lasciando fuori molti lavoratori – in particolare quelli dei contratti rinnovati nel 2024 (come il Commercio, Turismo e l’Artigianato) – e alimentando tensioni con sindacati e imprese che chiedono un ampliamento immediato.




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