Metalmeccanici: Venerdì 12 Dicembre Ultimo Sciopero Generale del 2025. Le Ragioni della Protesta

I metalmeccanici tornano a mobilitarsi. Il 12 dicembre la Cgil e la Fiom chiamano i lavoratori all’astensione dal lavoro per l’intera giornata, in uno sciopero che non riguarda le aziende ma è rivolto esclusivamente al Governo e alla Manovra di Bilancio.

È un passaggio politico significativo, perché arriva in un momento in cui tutti i rinnovi contrattuali del settore sono stati chiusi: dall’artigianato alle piccole e medie imprese fino alla grande industria.

La parte salariale, dunque, non è in discussione nelle fabbriche. I contratti nazionali hanno già definito gli aumenti: oltre 200 euro nel quadriennio per la grande industria (dopo 40 ore di scioperi), gli artigiani (già nel 2024), le cooperative, mentre nelle Pmi gli accordi – in alcuni casi ancora parziali – si fermano intorno ai 100 euro, col rinnovo complessivo dei CCNL da completare dopo la pausa natalizia.

Il punto, denunciano i sindacati, è che il peso del fisco rischia di vanificare proprio questi incrementi, perché la Manovra non interviene sul drenaggio fiscale né sulle aliquote Irpef applicate ai nuovi minimi salariali.

Il nodo fiscale: “Restituire il fiscal drag e tagliare le tasse sul salario”

Il cuore della protesta riguarda infatti la politica fiscale del Governo.

Secondo la Cgil, lavoratori e pensionati hanno pagato 25 miliardi in più negli ultimi tre anni per effetto della mancata indicizzazione dell’Irpef: una stangata che sottrae 700 euro annui a un reddito da 20.000 euro e oltre 2.000 euro a chi guadagna 35.000.

I metalmeccanici scendono in piazza per chiedere tagli fiscali reali sul salario, soprattutto sugli aumenti contrattuali ottenuti con le imprese, e la restituzione del fiscal drag.

Pensioni, servizi e riarmo: gli altri motivi del no alla Manovra

La protesta tocca anche la previdenza: la Cgil denuncia il peggioramento della Legge Fornero con un ulteriore aumento dell’età pensionabile (dal 2027) e la cancellazione della flessibilità in uscita.

Sul fronte sociale, i sindacati contestano il definanziamento di sanità, istruzione e non autosufficienza, mentre si procede con la crescita delle spese militari.

Per queste ragioni, i metalmeccanici sono chiamati a una mobilitazione politica e non contrattuale, con l’obiettivo di cambiare la Manovra e difendere salari, pensioni e servizi pubblici.