Docenti e ATA, Arriva la Svolta: I Buoni Pasto Entrano nel CCNL per la Prima Volta

Buoni

Il CCNL Istruzione e Ricerca, firmato il 5 novembre 2025 tra ARAN e sindacati (con la sola eccezione di Flc Cgil), contiene per la prima volta un riferimento esplicito ai buoni pasto per docenti e ATA.

Nella Dichiarazione congiunta n. 2, le parti stabiliscono che, nella prossima fase negoziale del contratto 2025-2027, sarà data «soluzione relativamente alla questione dei buoni pasto», tenendo conto delle risorse disponibili.

Si tratta di un passaggio inedito: mai prima d’ora il tema era stato inserito formalmente nel perimetro contrattuale del comparto Scuola. È un cambio di passo significativo dopo anni di richieste rimaste senza approdo normativo o negoziale

La tornata 2025-2027 si riaprirà nel 2026

Il CCNL firmato a novembre chiude solo la parte economica del triennio 2022-2024, mentre rimanda al 2026 la ripresa delle trattative per la tornata 2025-2027. Ed è proprio lì che, come chiarito nell’ultima riga della dichiarazione congiunta, dovrà essere affrontato anche il dossier buoni pasto.

L’introduzione del beneficio resta comunque subordinata a un fattore decisivo: le risorse che il Governo deciderà di mettere sul tavolo. Senza stanziamenti adeguati, la norma rischia di restare un impegno dichiarato ma non realizzabile.

Gli ordini del giorno parlamentari che hanno aperto la strada

Il riferimento nel CCNL arriva dopo due precedenti passaggi politici.

Il primo: l’ordine del giorno di dicembre 2024, approvato alla Camera, che chiedeva di eliminare la disparità tra scuola e resto del pubblico impiego, ma che non aveva prodotto effetti concreti nel contratto 2022-2024.

Il secondo: l’odg della 7ª Commissione del Senato, approvato l’11 novembre 2025, che impegnava il Governo a valutare l’introduzione del buono pasto nel nuovo CCNL 2025-2027 per docenti e ATA con orario giornaliero superiore a sei ore.

Per la prima volta il tema entra nero su bianco nel contratto. Ora la battaglia si sposta su risorse, tempistiche e scelte politiche del Governo e la non secondaria pressione che riusciranno ad esercitare i sindacati. Solo così i buoni pasto potranno diventare un diritto effettivo per docenti e personale ATA.