La riforma varata dal Governo pochi giorni fa interviene in modo profondo sull’ordinamento militare e nasce da un dato che preoccupa: senza correttivi strutturali, l’obiettivo di una forza armata efficiente rischia di restare solo sulla carta.
Si tratta della legge delega n. 201/2023. Il provvedimento fissa un traguardo preciso, 160.000 militari complessivi entro il 2033, ma per raggiungerlo serve rendere più attrattive le carriere, trattenere il personale esperto e ampliare i canali di reclutamento. Il decreto approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri va esattamente in questa direzione, modificando il Codice dell’ordinamento militare su più livelli, in attesa di un provvedimento sul rafforzamento dell’esercito con la “sezione cyber”.
Ufficiali e Marescialli: carriere ridisegnate e nuove regole
Per gli Ufficiali cambia il percorso formativo in Accademia. La nomina ad aspirante ufficiale scatterà già dal secondo anno, mentre quella a Sottotenente arriverà al terzo anno, a formazione completata. Una novità rilevante è il riconoscimento di un trattamento economico iniziale agli aspiranti, pensato per rendere più sostenibile e attrattivo l’ingresso nella carriera.
Per gli Allievi Marescialli reclutati tramite concorso pubblico viene introdotta una ferma obbligatoria di cinque anni. La misura punta a rafforzare la stabilità degli organici e a ridurre l’uscita anticipata di personale formato a spese dello Stato. Sono inoltre previsti concorsi straordinari di transito nei ruoli Marescialli per militari già in servizio in possesso di specifiche lauree.
Concorsi straordinari e limiti di età più alti
Il decreto amplia in modo significativo i canali di accesso. I Volontari in ferma prefissata potranno partecipare ai concorsi straordinari per il ruolo di Sergente. Fino al 2030, inoltre, saranno possibili concorsi straordinari aperti anche a civili diplomati con età non superiore a 32 anni, in presenza di esigenze funzionali.
Per il personale già in servizio viene innalzato fino a 40 anni il limite di età per partecipare ai concorsi da Ufficiale, misura transitoria valida fino al 2033 per contrastare l’invecchiamento dei ruoli e trattenere competenze già presenti.
Sanità militare: nasce il Corpo unico dal 2027
Accanto alla riforma delle carriere, un secondo decreto ridisegna la Sanità militare. Dal 1° gennaio 2027 sarà istituito il Corpo unico della Sanità militare, con assetto interforze e criteri di specializzazione. Sono definite anche le modalità di transito del personale sanitario proveniente da Forze armate e Arma dei Carabinieri, avviando una riorganizzazione destinata a incidere in modo strutturale su un settore strategico.




