Docenti e ATA: Aumenti e Arretrati Verso lo Sblocco. Il Governo Approva: Ecco i Tempi

Nella riunione dell’11 dicembre, il Consiglio dei Ministri ha compiuto un passaggio decisivo nel complesso percorso di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto Istruzione e Ricerca per il periodo 2022-2024.

L’Esecutivo ha infatti deliberato di autorizzare il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, a esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di contratto sottoscritta il 5 novembre 2025 dall’ARAN e dalle Confederazioni e organizzazioni sindacali di categoria.

Il via libera del Governo, tuttavia, non è incondizionato: esso è subordinato al recepimento delle indicazioni fornite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Ora il testo contrattuale andrà al vaglio della Corte dei Conti, che dispone di un mese di tempo per effettuare i controlli di legittimità e compatibilità economico-finanziaria. Se l’iter procederà senza intoppi, la firma definitiva potrebbe arrivare dopo la metà di gennaio, aprendo la strada al pagamento degli arretrati tra febbraio e marzo 2026.

Docenti e ATA: finalmente il Consiglio dei Ministri dà il via libera

La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri segnala la volontà dell’Esecutivo di chiudere anche se, rispetto al precedente contratto, arriva dopo oltre un mese dalla firma dell’ipotesi di rinnovo.

Il coinvolgimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze è un passaggio obbligato e tutt’altro che formale. Le indicazioni del MEF, che devono essere recepite nel testo contrattuale, riguardano principalmente la compatibilità degli aumenti stipendiali e delle altre voci di spesa con i vincoli di finanza pubblica.

Conclusa questa fase, il contratto passa al vaglio della Corte dei Conti, che ha un mese di tempo per i controlli contabili. La magistratura contabile verifica che le clausole contrattuali siano coerenti con le risorse stanziate e con le norme vigenti. Solo in caso di esito positivo, senza rilievi o con rilievi recepiti, si potrà procedere alla firma definitiva del CCNL.

Secondo le tempistiche attuali, considerando il periodo delle festività e i tempi tecnici necessari per eventuali integrazioni richieste, la firma definitiva appare realisticamente collocabile dopo la metà di gennaio.

Un contratto firmato senza la FLC CGIL

Un elemento politicamente e sindacalmente rilevante è l’assenza della firma della FLC CGIL, una delle principali organizzazioni del comparto. La mancata adesione segnala una frattura nel fronte sindacale, che potrebbe avere ripercussioni sul clima nei luoghi di lavoro e sulle future mobilitazioni.

Le ragioni della non firma sono riconducibili a giudizi ritenuti insufficienti sugli incrementi salariali.

Dal punto di vista giuridico, l’assenza di una sigla non impedisce l’entrata in vigore del contratto, purché siano rispettati i criteri di rappresentatività previsti dalla normativa. Dal punto di vista politico, però, resta un segnale di criticità che accompagna l’intero percorso di rinnovo.

Tempi previsti per il pagamento del CCNL Scuola: firma definitiva e arretrati

Uno degli aspetti più attesi dal personale riguarda i tempi concreti di applicazione del contratto e, soprattutto, il pagamento degli arretrati. Se la Corte dei Conti concluderà positivamente i controlli entro il mese previsto, la firma definitiva potrebbe avvenire nella seconda metà di gennaio.

Ecco gli arretrati spettanti ipotizzando una liquidazione con emissione speciale a fine febbraio:

Ecco gli aumenti del personale ATA:

Tabella riassuntiva dell’iter del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024