Il contratto nazionale dell’autonoleggio, scaduto il 31 dicembre 2024, compie un passo avanti rilevante. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno infatti siglato con Aniasa, l’associazione datoriale di riferimento, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL che interessa circa 20 mila lavoratrici e lavoratori impiegati nelle aziende di noleggio veicoli. Si tratta di un contratto che si applica in modo prevalente al mondo delle rental cars, quindi alle imprese che operano nel noleggio a breve e lungo termine, come Hertz, Avis, Europcar, Sixt, Sicily by Car e altre realtà diffuse su tutto il territorio nazionale, spesso negli aeroporti e nei principali hub turistici. La notizia, giunta qualche giorno fa, è confermata dai tre sindacati firmatari.
A chi si applica il CCNL autonoleggio
Il contratto riguarda il personale addetto alle attività di noleggio auto: front office, operatori di banco, addetti alla gestione delle flotte, manutenzione, logistica e servizi collegati. Parliamo di un settore caratterizzato da forte stagionalità, turni flessibili e forte esposizione al turismo, elementi che rendono il rinnovo contrattuale particolarmente significativo sul piano delle tutele.
Gli aumenti economici previsti dal rinnovo
Sul piano retributivo, l’intesa per il triennio 2025-2027 prevede un aumento complessivo di 238 euro al livello medio, di cui 200 euro sul tabellare, che saranno riconosciuti in quattro tranche a partire da gennaio 2025. A questi si aggiungono 560 euro medi di vacanza contrattuale, a copertura del periodo 2015, un passaggio importante per il recupero del potere d’acquisto perso negli anni precedenti.
La nuova sezione appalti e il contrasto al dumping
Tra le novità normative spicca l’introduzione della sezione appalti, pensata per rafforzare un CCNL di filiera e contrastare il dumping contrattuale. Un tema centrale in un settore dove esternalizzazioni e cambi di appalto sono frequenti e incidono direttamente sulla stabilità occupazionale.
Più tutele su part time, genitorialità e parità di genere
Il contratto introduce anche strumenti contro il part time involontario, con il monitoraggio delle ore supplementari e il loro possibile consolidamento. Ampio spazio è dedicato alle politiche di genere: previsto il permesso retribuito per le lavoratrici affette da dismenorrea, maggiori tutele per chi è inserita in percorsi di protezione per violenza di genere, l’avvio del monitoraggio sul gender pay gap e l’estensione delle misure di genitorialità anche a famiglie monogenitoriali e coppie omogenitoriali. Chiude il pacchetto l’assistenza legale per procedimenti legati all’attività lavorativa, inclusi i reati via social.




