Quando si parla di rinnovi contrattuali e miliardi stanziati per i dipendenti pubblici, l’entusiasmo iniziale spesso lascia spazio alla delusione. La ragione è semplice ma poco spiegata: una parte consistente delle risorse non finisce nello stipendio, ma serve a coprire oneri previdenziali e fiscali.
Tra questi, un ruolo centrale lo giocano i contributi previdenziali del 24,20% a carico dello Stato e l’IRAP.
Cosa sono i contributi previdenziali del 24,20% a carico dello Stato
Nel pubblico impiego lo Stato, in qualità di datore di lavoro, è obbligato a versare una quota di contributi previdenziali per ciascun dipendente.
Questa quota ammonta complessivamente al 24,20% della retribuzione lorda e rappresenta un costo aggiuntivo rispetto allo stipendio vero e proprio.
Si tratta di somme che non compaiono in busta paga, ma che vengono versate all’INPS per garantire il funzionamento del sistema previdenziale.
Perché questi contributi non sono uno “stipendio nascosto”
Un errore molto diffuso è pensare che il 24,20% sia una parte dello stipendio “trattenuta” al lavoratore. In realtà:
- non viene sottratto allo stipendio;
- non aumenta il netto;
- non è nella disponibilità del dipendente.
È un costo esclusivamente a carico dello Stato, che serve a finanziare pensioni e prestazioni previdenziali.
Per questo motivo, non può essere considerato un aumento reale di stipendio.
Il legame tra contributi e “Lordo Stato”
Quando i media parlano di miliardi stanziati, il riferimento è quasi sempre al Lordo Stato, che comprende:
- la retribuzione lorda del lavoratore;
- i contributi previdenziali del 24,20% a carico dello Stato;
- l’IRAP (8,5%).
Questo significa che circa il 32,70% delle risorse annunciate viene assorbito dagli oneri riflessi, riducendo notevolmente l’importo effettivamente destinato agli stipendi.
Incidono sulla pensione futura del lavoratore?
Direttamente no.
Il montante contributivo individuale è calcolato sul Lordo INPS, che rappresenta la retribuzione al netto dei contributi a carico dello Stato.
Il famoso 33% che alimenta la pensione deriva dal Lordo INPS e non dal Lordo Stato.
Di conseguenza, il 24,20%:
- aumenta il costo del lavoro pubblico;
- non aumenta né il netto né la pensione futura.
Perché conoscere questi numeri evita illusioni sugli aumenti
Capire il funzionamento dei contributi a carico dello Stato permette di:
- interpretare correttamente gli annunci sui rinnovi contrattuali;
- evitare aspettative irrealistiche sugli aumenti;
- comprendere perché, a fronte di miliardi stanziati, il netto cresce di poco;
- leggere con maggiore consapevolezza il cedolino NoiPA.
La distanza tra cifre annunciate e busta paga reale nasce proprio da qui.




