Tredicesime destinate a Debiti, Risparmi e Inflazione. In allerta il Commercio

La tredicesima torna protagonista nel Natale 2025, ma lo scenario è più complesso di quanto suggeriscano i numeri complessivi. A riceverla saranno circa 36 milioni di italiani, un dato mai così alto, legato alla crescita dell’occupazione. L’ammontare complessivo supera 52 miliardi di euro, in aumento rispetto allo scorso anno. Tuttavia, dietro il record quantitativo, si nasconde una realtà più fragile sul piano dei redditi individuali.

Più tredicesime, ma non più ricche

L’aumento del numero di beneficiari non si traduce automaticamente in tredicesime più alte. Al contrario, gli importi medi restano contenuti, erosi dall’inflazione e dalla compressione dei salari reali. Molti lavoratori percepiscono mensilità aggiuntive che servono più a tamponare aumenti di spesa che a sostenere nuovi consumi. È il segno di un mercato del lavoro più ampio, ma non necessariamente più solido sul fronte delle retribuzioni.

Le scelte degli italiani: prudenza prima dei regali

Le famiglie si muovono con cautela. Una parte rilevante della tredicesima viene destinata ai regali di Natale, che restano la voce principale di spesa. Ma cresce la quota di chi utilizza la mensilità aggiuntiva per risparmio, bollette, rate e spese sanitarie. Molti italiani scelgono di proteggere il bilancio familiare, rinunciando a consumi non essenziali o rimandandoli ai saldi di gennaio.

Sacrifici e bilanci da rimettere in ordine

La tredicesima diventa sempre più uno strumento di riequilibrio dei conti domestici. Pagamenti arretrati, mutui, finanziamenti e costi energetici assorbono una parte significativa delle risorse. È una dinamica che evidenzia come l’aumento dell’occupazione non basti, se i redditi restano fermi e il costo della vita continua a salire.

Cosa si aspettano i commercianti

Secondo Confesercenti, la tredicesima resta il motore del Natale, ma non basterà a sostenere una vera espansione dei consumi. I commercianti si aspettano un Natale prudente, con acquisti più selettivi e budget ridotti. La crescita dei numeri non compensa la debolezza degli importi: per questo il rischio concreto è una contrazione della spesa reale, nonostante il record delle tredicesime erogate.