Assegno di Inclusione: Spetta un Beneficio Addizionale di 3.000 Euro a Chi Apre la Partita IVA

Assegno di inclusione

L’Assegno di Inclusione non si limita a garantire un sostegno al reddito. All’interno della disciplina, infatti, è previsto un incentivo specifico pensato per favorire l’avvio di nuove attività lavorative.

Si tratta del cosiddetto beneficio addizionale, una misura che può incidere in modo concreto sulle scelte dei beneficiari che intendono mettersi in proprio o avviare una cooperativa, soprattutto nella fase iniziale dell’attività.

Cos’è il beneficio addizionale legato all’ADI

Il beneficio addizionale è un contributo economico aggiuntivo riconosciuto ai beneficiari dell’Assegno di Inclusione che avviano un’attività lavorativa autonoma. La misura riguarda l’attività di lavoro autonomo, l’impresa individuale e la partecipazione a una società cooperativa. Non si tratta di una maggiorazione mensile ordinaria, ma di un sostegno una tantum pensato per rafforzare l’avvio dell’attività.

A chi spetta e in quali tempi

L’incentivo è riservato ai beneficiari dell’ADI che avviano l’attività entro i primi 12 mesi di fruizione del beneficio. Questo limite temporale è centrale. L’obiettivo è favorire l’inserimento lavorativo nella fase iniziale del percorso di inclusione, quando il sostegno pubblico può incidere maggiormente sulle decisioni economiche del nucleo familiare.

Quanto vale il contributo aggiuntivo

Il beneficio addizionale è pari a sei mensilità dell’ADI. L’importo massimo riconoscibile è di 500 euro per ciascuna mensilità. Ne deriva un contributo complessivo che può arrivare fino a 3.000 euro. La somma viene erogata in un’unica soluzione, fermo restando il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.

Senza dimenticare che chi apre una Partita IVA può accedere a contributi INPS ridotti del 50% per le nuove attività, misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024, e al regime forfettario al 5% per i primi cinque anni, previsto dalla Legge 190/2014