Polizia e Carabinieri, Soccorsi a Pagamento dal 2026: Più Soldi nel Cedolino

Dal prossimo anno chiedere aiuto non sarà sempre gratuito. Con la legge di Bilancio prende forma una stretta sugli interventi di soccorso che introduce l’obbligo di rimborso quando l’attivazione di uomini e mezzi risulta ingiustificata o riconducibile a comportamenti gravemente imprudenti.

Una misura già prevista per la Guardia di Finanza e che ora viene estesa anche a Polizia di Stato e Carabinieri.

Il nuovo emendamento alla manovra sui soccorsi

Un emendamento alla manovra, riformulato dal Governo e atteso al voto della Commissione Bilancio del Senato, amplia il perimetro della norma già prevista nel testo uscito dal Consiglio dei ministri il 17 ottobre.

Il comma 11 dell’articolo 129 del testo di legge di bilancio 2026 prevede infatti che per gli interventi di ricerca, soccorso e salvataggio effettuati dal Corpo della Guardia di finanza è dovuta la corresponsione di un corrispettivo al Ministero dell’economia e delle finanze a carico di colui che ha determinato l’evento per il quale è stato effettuato l’intervento qualora l’evento sia imputabile a dopo o colpa grave dell’agente. Lo stesso corrispettivo però è dovuto anche in caso di richiesta di intervento immotivata o ingiustificata.

In origine dunque la stretta riguardava solo la Guardia di Finanza, in particolare per gli interventi di soccorso in montagna e in mare. Con la modifica, l’obbligo di rimborso viene esteso anche agli interventi promossi da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri.

La ratio della norma è chiara: evitare che richieste di aiuto immotivate o comportamenti gravemente negligenti facciano ricadere sui conti pubblici costi elevati e spesso evitabili.

In quali casi scatta l’obbligo di rimborso per intervento di Polizia e Carabinieri

Dal 2026 le attività di ricerca, soccorso e salvataggio svolte da Polizia e Carabinieri non saranno sempre gratuite. Il pagamento scatterà in due casi ben precisi.

Il primo riguarda le richieste di intervento immotivate o ingiustificate. Se non emerge una reale necessità di soccorso, l’intervento potrà essere considerato a pagamento.

Il secondo caso è quello più delicato: quando l’evento che ha reso necessario il soccorso è imputabile a dolo o colpa grave di chi è stato soccorso, ad esempio per comportamenti imprudenti o palesemente contrari alle regole di sicurezza. Sciare fuori pista o fare escursioni e passeggiate per sentieri impervi potrebbe quindi costare molto caro.

Chi stabilisce il costo di un soccorso ingiustificato

L’emendamento chiarisce che i corrispettivi dovuti per i soccorsi di Polizia e Carabinieri saranno definiti con decreti specifici. Anche in questo caso si fa riferimento a quanto previsto dal comma 12 del Ddl Bilancio per la Guardia di Finanza:

Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabiliti i corrispettivi dovuti ai sensi del comma 11, determinati, in relazione alle diverse voci di costo, su base oraria o forfettaria in relazione ai costi del personale, dei mezzi, del carburante e delle attrezzature necessarie, nonché le necessarie disposizioni attuative ed applicative. L’aggiornamento delle tariffe è annualmente rideterminato sulla base degli indici ISTAT rilevati al 31 dicembre dell’anno precedente“.

Sarà quindi un atto amministrativo a stabilire quanto costerà un intervento, tenendo conto delle diverse voci di spesa e delle modalità operative.

Cosa cambia con l’estensione a Polizia e Carabinieri

Il fulcro della nuova disciplina resta la responsabilità di chi viene soccorso. Il testo dell’emendamento chiarisce che il pagamento è dovuto solo quando l’evento è imputabile a dolo o colpa grave.

Non si tratta quindi di far pagare chi si trova in difficoltà reale e imprevedibile. Ma solo di colpire comportamenti consapevoli o gravemente imprudenti che generano un intervento di soccorso evitabile.

Con l’aggiunta di Polizia e Carabinieri, la norma amplia in modo significativo il suo impatto. Dal 2026 una parte rilevante degli interventi di soccorso in montagna e in mare rientrerà dunque in un sistema di costi potenzialmente a carico di chi ha causato l’emergenza.

L’obiettivo è duplice: da un lato responsabilizzare chi chiede aiuto, dall’altro contenere la spesa pubblica legata a interventi non giustificati. Una linea che segna un cambio di passo nel modo in cui vengono gestiti i soccorsi da parte dello Stato.